Morire di sport, l’accusa: “Manca prevenzione”

Morire di sport, l’accusa: “Manca prevenzione”
La tragedia di Pasquale Luongo, il diciassettenne di Calabritto deceduto per un arresto cardiaco, ha sconvolto non solo la comunità del paese dell’Alta Irpinia ma l’intera comunità sportiva. A proposito ne abbiamo parlato con due importanti esponenti dello sport provinciale, il presidente del CONI, …

Morire di sport, l’accusa: “Manca prevenzione”

La tragedia di Pasquale Luongo, il diciassettenne di Calabritto deceduto per un arresto cardiaco, ha sconvolto non solo la comunità del paese dell’Alta Irpinia ma l’intera comunità sportiva. A proposito ne abbiamo parlato con due importanti esponenti dello sport provinciale, il presidente del CONI, il prof. Giuseppe Saviano, e il dott. Rizziero Ronconi, medico dello sport. Allora presidente Saviano la morte improvvisa del ragazzo di Calabritto è l’ennesima tragedia che poteva essere evitata o si tratta solo di un caso sfortunato? ‹‹Per quanto riguarda l’episodio preferisco non esprimermi, per il profondo rispetto che ritengo ci sia bisogno in questo momento nei confronti dei familiari. In generale mi sento di dire che è comunque buona norma sottoporsi, prima dell’inizio di qualsiasi attività sportiva, ad accertamenti. L’episodio di Calabritto ci deve, però, portare a fare un altro tipo di discorso››. Prego. ‹‹Al di fuori di qualsiasi moralismo, ritengo che per evitare nuove tragedie sia necessario un lavoro preventivo, a cominciare dalle scuole. Ad esempio prima esisteva il medico scolastico, ora questa figura non esiste più››. Secondo lei, in Italia, si fa poco per divulgare il valore della medicina preventiva? ‹‹Basti pensare che, paradossalmente, andiamo verso una medicina più evoluta e nello stesso tempo a servizi meno efficienti. La prevenzione dovrebbe essere un fatto di cultura generale. In Italia, invece, ci muoviamo solo quando si verifica una tragedia››. Dello stesso parere è anche il dott. Ronconi, otorinolaringoiatra e medico dello sport., che sostiene: ‹‹Purtroppo non c’è più un sistema di prevenzione così come era presente in passato››. Anche in questo caso il riferimento è all’eliminazione della figura del medico scolastico. “Oggi – continua Ronconi – è tutto demandato al medico di famiglia, o al pediatra nei casi di individui più piccoli. La situazione è ancora più deficitaria se si pensa che da qualche anno è stata eliminata anche la visita di leva, la quale garantiva uno screening generale del soggetto, prima del compimento dei 18 anni. Per Ronconi, quindi, dovrebbe essere buona norma, anche in caso di attività amatoriale, “sottoporsi ad accertamenti con elettrocardiogramma e prova da sforzo.” L’approfondimento. Non tutti sanno che ad Avellino, per accedere al campo C.O.N.I, è necessario avere una tessera di accesso. Il documento viene rilasciato dalla sede provinciale del CONI, previa esplicazione di varie pratiche. La cosa sembra lapalissiana per i tesserati delle varie federazioni, ma a molti amatori è un fatto poco conosciuto. Ebbene il corridore della domenica, per accedere al campo polisportivo di via Tagliamento, deve presentare un certificato medico di stato di buona salute e 2 foto formato tessera. Solo per le persone con più di 25 anni è necessario effettuare un pagamento di 10,00 euro a favore del Comune di Avellino. La tessera ha validità annuale.

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