Avellino: la pietra lavica di Piazza Libertà è in odore di mafia?

In questi giorni il Commissario del Comune di Avellino, dott. Priolo, ha emesso una importante disposizione agli Uffici sulla necessità di vigilare su possibili infiltrazioni mafiose negli appalti comunali.

In miei numerosi articoli di stampa, ho evidenziato più volte una dichiarazione fatta dal direttore dei lavori arch. Pina Cerchia la quale dichiarava che la ditta fornitrice della pietra lavica di Piazza Libertà era la CALCEM s.r.l.

Come ho segnalato più volte con note scritte agli Organi di Giustizia – che spero intervengano – la Calcem S.r.l. era stata sottoposta a sequestro di prevenzione il 18.07.2017 dalla DIA di Messina. (LEGGI QUI)

Vi è anche da notare che la perizia di Variante di Piazza Libertà, a suo tempo, ha ricevuto il placet della Giunta, del RUP, del Direttore dei Lavori, dell’Ufficio Traffico – nella persona del Comandante di Polizia Municipale – e della stessa Soprintendenza che nel 2014, nell’approvare il progetto, definiva univocamente il materiale da adottarepietra calcare locale chiaraescludendo evidentemente quella scura poi impiegata.

A cosa fu dovuto il repentino cambio di indirizzo?

La variante portò ad una forte maggiorazione della pietra lavica impiegata.

Poichè il collaudo di Piazza Libertà non è stato ancora terminato (l’opera giace incompleta a causa di problematiche inerenti i sottostanti bagni) credo sia necessario operare un rigido controllo sui materiali utizzati, sui loro certificati di provenienza e relativi fornitori.

Sono sicuro che il Commissario Priolo vorrà dare un cortese cenno di risposta a questa mia nota che offro all’attenzione della stampa locale in questi ultimi tempi molto attenta ai problemi di trasparenza delle opere pubbliche avellinesi.

Arch. Claudio Rossano

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Sulla questione è in corso una approfondita indagine da parte della Guardia di Finanza di Avellino, dalla quale potrebbero emergere importanti sviluppi.

Un anno e mezzo fa pubblicammo un articolo – sempre a cura di Claudio Rossano – relativo a quanto ora emerso in modo fragoroso (LEGGI QUI)

A tale proposito, sarebbe interessante conoscere a che punto è l’indagine che sta andando avanti ormai da oltre un anno.

Oltre ad avere acquisito testimonianze e materiale tecnico relativamente ai lavori di Piazza Libertà, le fiamme gialle stanno operando in collaborazione con la DIA di Messina.

Sicuramente, in questa vicenda, ci sono grandi responsabilità della Soprintendenza.

In una città dove regna un modo di operare a dir poco discutibile, solo le forze dell’ordine e quindi la magistratura possono tentare di ristabilire un minimo di legalità per dare credibilità a chi amministra la cosa pubblica.

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