Falsi diplomi venduti negli uffici della Cisl: nessuno sapeva?

La Cisl IrpiniaSannio ha indetto per mezzogiorno di domani 2 novembre una conferenza stampa, presso la propria sede territoriale di Avellino, per “chiarire ufficialmente la propria posizione in merito agli spiacevoli episodi avvenuti di recente”.

Non dice di quanto accaduto negli uffici della Cisl Scuola dove, al costo di duemila euro veniva fornito il  diploma di qualifica per la partecipazione ai concorsi per bidello e personale amministrativo nella scuola.

L’inviato di “Striscia la Notizia”, Luca Abete, ha fatto venire a galla, in modo inequivocabile, quanto a conoscenza di tantissime persone che aspiravano al posto di personale Ata. (LEGGI QUI)

Il segretario generale della Cisl, Mario Melchionna, ha già messo le mani avanti facendo sapere che il sindacato, in questa vicenda è “parte lesa”.

Ha pure aggiunto che “quella persona non riveste ruolo o incarico all’interno della nostra organizzazione”.

E allora cosa ci faceva in quegli uffici? E perché dire che è stato sospeso dal servizio se nessun servizio svolgeva?

Come mai costui si relazionava con gli iscritti e quanti si recavano in quegli uffici per chiedere informazioni?

Ma a chi vogliamo darla a bere, caro segretario?

Se quell’uomo era lì come un intruso, perché non metterlo alla porta?

Piuttosto, perché aspettare fino a domani per chiarire cose per le quali c’è davvero poco da chiarire? E perchè non è stato ancora fornito dalla Cisl il nome del galantuomo che si aggirava abusivamente in quegli uffici e di cui si conoscono solo le iniziali (A.P.)?

Vuoi vedere che adesso A.P. perde la pazienza e racconta tutto, magari tirando in ballo altre persone?

Ha detto pure Melchionna al Mattino: «Non abbiamo mai avuto sentore di nulla».

Poverini, peccato che in quegli uffici si recavano direttamente quanti avevano bisogno di diploma. Loro si che avevano “sentore”…

A proposito, ma quanti diplomi ci sono in giro?

Questo è un altro filone, ancora più importante, che potrebbe portare alla revoca di incarichi ottenuti fraudolentamente (ovvero con l’esibizione di falsi documenti, perchè le persone sapevano che erano falsi quei diplomi) da quanti avevano fatto la spesa alla Cisl.

Inutile fare giri di parola: A.P. rappresentava la Cisl.

L’impressione è che la situazione sia solo agli inizi e che l’organizzazione sindacale di Via Circumvallazione 46, poco potrà fare per nascondere la sua figuraccia che fa perdere credibilità al sindacato.

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