Fp Cgil: “Sanità, aumento stipendi ai manager: atto inopportuno, scelta sbagliata”

Aumento degli stipendi ai manager della sanità campana, la Fp Cgil Campania boccia la scelta di De Luca. La sigla sindacale, in una nota, si chiede se sia “sostenibile un tale provvedimento in un momento in cui si registra un generale progressivo peggioramento della assistenza sanitaria e delle condizioni di lavoro del personale del Sistema Salute della Campania. E’ inaccettabile che ciò avvenga ad agosto ed in assenza di una verifica degli obiettivi affidati ai Direttori Generali, i quali dovrebbero essere valutati sulla base dei risultati conseguiti in termini di efficacia della assistenza, di miglioramento dei L.E.A., di riqualificazione dei servizi, di riorganizzazione del lavoro e di soddisfazione dei cittadini. Invece i cittadini ed i lavoratori continuano a pagare sulla loro pelle il risanamento dei conti, che nega il diritto alla salute ed il diritto ad un lavoro dignitoso, e subiscono anche una narrazione mediatica che trasforma la realtà: oltre il danno la beffa!”

“Il numero delle barelle nei presidi ospedalieri e nei D.E.A. aumentano, i posti letto si riducono, i servizi territoriali chiudono, la presa in carico dei bisogni assistenziali è una pia illusione, i L.E.A. non migliorano, le liste di attesa e la mobilità extra regionale aumentano, le retribuzioni dei lavoratori si riducono per il taglio dei fondi contrattuali. La FP CGIL ritiene che per riorganizzare e riqualificare il Sistema Salute e rispondere in maniera efficace ai bisogni sanitari dei cittadini bisogna investire sul capitale umano, come sancito nell’accordo sottoscritto il 30 novembre 2016 che impegna il Governo, e le Regioni, a garantire un adeguato finanziamento per il rinnovo contrattuale di tutti i lavoratori della sanità, un diritto ribadito dalla Corte Costituzionale”.

“Al fine di migliorare il S.S.R. è necessario investire sui lavoratori che dovranno sostenere e attuare il cambiamento valorizzando la loro professionalità attraverso la contrattazione aziendale perché, parafrasando un passaggio della deliberazione, bisogna poter contare non solo su “una classe dirigenziale” ma soprattutto su ‘lavoratori’ qualificati, motivati ed adeguatamente retribuiti. La FP CGIL contesta la scelta operata dalla Giunta Regionale ritenendola un segnale negativo, per i tempi e le modalità con le quali si è realizzata, ma soprattutto un atto ‘politicamente inopportuno’ e ‘moralmente inaccettabile’ nei confronti dei cittadini e dei lavoratori e pertanto ne chiede la immediata ‘sospensione”.

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