Avellino, scandalo Aias: c’è un altro rinvio a giudizio

Dovrà comparire dinanzi al giudice Francesca Spella per rispondere dei reati contestati.

L’appuntamento è stato fissato per il giorno 11 aprile 2019.

In quella sede Gerardo Bilotta dovrà provare la sua innocenza rispetto alle varie contestazioni e addebiti relativamente alla gestione dell’Aias di cui era presidente.

Si parla di ingiusto conseguimento di fondi pubblici, anche di truffa.

La vicenda è assai triste perchè si tratterebbe di azioni avvenute attraverso la una onlus che si occupava di assistenza alle persone diversamente abili.

In particolare, di assistenza a bambini per i quali le aspettative per il beneficio delle cure, da parte dei genitori, dei parenti, sono enormi.

VICENDA SQUALLIDA

Avere speculato sulla salute dei piccoli e delle persone con disabilità motorie o psichiche, attraverso iniziative ora oggetto di attività processuale, è spregevole e squallido.

Qualcosa da fare orrore, ove mai dovessero essere accertate le responsabilità di chi dovrà essere giudicato “in nome del popolo italiano”.

Cosa che potrà emergere attraverso il processo.

C’è pure un altro aspetto, quello che riguarda i dipendenti dell’Aias e pure dell’assoziazione “Noi con loro”.

Molti sono rimasti senza lavoro e senza soldi.

Hanno però un privilegio: sono persone speciali, dotate di professionalità indiscussa e di competenze tali da potere trovare subito sistemazione altrove.

INVESTIGATORI

Un altro aspetto da porre in evidenza riguarda gli investigatori.

Un enorme lavoro, considerando pure l’ambiente e le pressioni, è stato svolto dal personale della Guardia di Finanza di Avellino, diretto dal colonnello Gennaro Ottaiano.

Attraverso l’esame di documentazione e riscontri oggettivi, è stato possibile ricostruire una attività per la quale sarebbero emersi reati per i quali vi è stato questo primo rinvio a giudizio.

INTOCCABILI?

Nella vicenda Aias sono coinvolti personaggi di spicco, i cosiddetti “intoccabili”, per i quali è emersoun quadro a dir poco deprimente, circa l’attività svolta.

Come è noto, le indagini hanno riguardato pure la signora Annamaria Scarinzi, moglie di Ciriaco De Mita, ex presidente del Consiglio e ora Sindaco di Nusco.

Indagate pure le due figlie Simona e Floriana De Mita.

E poi altri personaggi quali Massimo Preziuso, Marco Preziuso, Carmine Preziuso, Annamaria Preziuso, Luca Catallo e Antonio Nigrelli.

Per tutti questi è già stato chiesto il rinvio a giudizio da parte del Procuratore aggiunto dottor Vincenzo D’Onofrio.

In merito a tale richiesta si pronuncerà il 6 marzo prossimo il Gup Vincenzo Landolfi.

Ma quello è un altro filone.

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