Sequestrata ennesima conceria irregolare

Sequestrata ennesima conceria irregolare
Continuano imperterriti i controlli dei militari della Stazione Carabinieri di Solofra contro il lavoro nero e le inadempienze agli obblighi sulla sicurezza sul lavoro, che nel corso dei primi 4 mesi del 2009 ha già portato all’ispezione di numerosissime aziende conciarie, e al successivo sequestro …

Sequestrata ennesima conceria irregolare

Continuano imperterriti i controlli dei militari della Stazione Carabinieri di Solofra contro il lavoro nero e le inadempienze agli obblighi sulla sicurezza sul lavoro, che nel corso dei primi 4 mesi del 2009 ha già portato all’ispezione di numerosissime aziende conciarie, e al successivo sequestro di ben 7 di esse, alcune trovate irregolari e altre assolutamente abusive. Nella giornata di ieri, i militari dell’Arma hanno effettuato una nuova ispezione a una “inchiodatrice”, ovverosia un particolare tipo di azienda che si occupa del raffinamento delle pelli: una ditta di proprietà di una donna 47enne di Lapio. I militari che hanno proceduto all’ispezione, al momento del loro accesso, hanno trovato la presenza di 14 lavoratori, tutti di nazionalità italiana, dei quali però 4 sono subito risultati irregolari perché mai assunti, cioè assolutamente in nero. Per quanto riguarda invece la posizione degli altri 10 lavoratori, questi risultavano tutti assunti a part-time, ma di fatto tutti e 10 lavoravano con orario di lavoro assolutamente pieno, dalle 8 di mattina alle 17 la sera. Inoltre, come già accaduto in passato per le altre ditte conciarie sequestrate, i carabinieri hanno trovato diverse irregolarità nella tenuta e gestione dello stabilimento. Non era mai stato, infatti, redatto il previsto documento di valutazione dei rischi sul lavoro, né era mai stata effettuata alcuna istruzione né formazione al personale sul rischio infortuni e sulla sicurezza sui luoghi di lavoro. Non solo, mancava ancora l’autorizzazione igienico-sanitaria richiesta dalla legge per l’avvio dell’attività, il certificato di agibilità dello stabile e anche la prescritta autorizzazione per l’emissione dei fumi nell’atmosfera. Tanto è bastato agli uomini dell’Arma di Solofra per sottoporre la struttura a sequestro preventivo e deferire la proprietaria in stato di libertà per i reati previsti dalle leggi sanitarie e per quelli contemplati dalla legge 81 del 2008 (la vecchia 626) sulla sicurezza sui luoghi di lavoro.

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