Strage bus, nuova protesta dei familiari delle vittime

“Processo a rilento, udienze con una sola deposizione. Assurdo che dopo quattro anni non ci sia ancora un colpopevole. Il nostro dolore aumentano di giorno in giorno”. Riesplode davanti al tribunale di Avellino la rabbia dei familiari delle vittime della strage del bus. E’ accaduto al termine dell’udienza di questa mattina che ha segnato la ripresa del processo dopo la pausa estiva. “Abbiamo la necessità di avere un punto fermo in questo dramma – ha sottolineato Giuseppe Bruno, presidente dell’associazione – siamo stanchi sempre di ripetere: ‘Vogliamo giustizia’. E’ tutto così chiaro ed evidente. Manca solo la sentenza”. A deporre in aula stamane Zappalato dell’ufficio traffico di società autostrade che, statistiche alla mano, ha sottolineato i bassi tassi di incidentalità e di mortalità lungo l’A16. Nel contro interrogatorio il procuratore capo Rosario Cantelmo, anche oggi presente in udienza, ha invece posto l’accento sia sui limiti di velocità nel tratto Avellino-Baiano che sulla pericolosità di quel segmento di autostrada, in particolare la zona del viadotto Acqualonga, da dove poi è precipato il bus. “Come mai nonostante il numero esiguo di incidenti e vittime della strada in quel tratto erano stati imposti limiti stringenti?” – ha chiesto il Procuratore. Prossime tappe del processo, il 27 settembre e il 6 ottobre.

 

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