Previdenza complementare e settore concia, a Solofra incontro formativo

Previdenza complementare per i lavoratori del comparto concia, se ne è parlato questa mattina a Solofra con i vertici nazionali di categoria di Cgil e Cisl e con il direttore dell fondo Previmoda, il Fondo Pensione complementare a capitalizzazione per i lavoratori dell’industria tessile-abbigliamento, delle calzature e degli altri settori industriali del sistema moda. All’appuntamento anche i responsabili provinciali di Filctem Cgil – Carmine De Maio – e Femca Cisl – Giovanni Esposito -. Un primo momento di confronto rivolto alle rsu al quale seguiranno le assemblee nelle aziende. Il rinnovo del contratto collettivo nazionale di lavoro per i lavoratori del comparto concia ha previsto l’avvio da settembre 2017 della previdenza complementare con il versamento del contributo dell’1,50 da parte delle imprese all’atto dell’adesione da parte del lavoratore e dello 0,20 per la premorienza.

Il Previmoda è un fondo pensione complementare con l’obiettivo di costruire una posizione previdenziale volta ad integrare la pensione pubblica erogata dall’Inps. È a capitalizzazione individuale: i contributi versati affluiscono in apposito ‘conto individuale’ e vengono investiti sui mercati finanziari, generando dei rendimenti in base alla linea d’investimento scelta. I rendimenti vanno ad aggiungersi ai contributi versati, aumentando così il valore economico di quanto accumulato. È a contribuzione definita: l’ammontare della posizione individuale dipende dall’importo dei contributi versati, dal periodo di permanenza nel fondo e dai rendimenti ottenuti; la prestazione finale dipende dalla somma di tutti questi importi. È un’associazione riconosciuta senza scopo di lucro (no profit), per cui non vi è l’interesse ad addebitare spese al di fuori di quelle necessarie per la corretta gestione del fondo. È paritetico: gli organi sociali del fondo hanno una composizione paritetica; l’assemblea, il Consiglio di amministrazione e il Collegio dei sindaci sono costituiti per metà da rappresentanti dei lavoratori e per metà da rappresentanti delle imprese.

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