La denuncia: “Laceno, a parole finanziamenti e sviluppo. In realtà è tutto fermo”

“Seggiovie ferme al Laceno nel silenzio delle istituzioni”. E’ questo, in breve, il contenuto della nota a firma della società Giannoni inviata al Comune di Bagnoli: “Giorni fa alcuni incaricati del Comune intendevano, senza la presenza di personale della società concessionaria, redigere lo stato di consistenza delle aree necessarie al rinnovo totale degli impianti di risalita. E ciò nonostante che non sia stato concordata l’estensione di tali aree, come necessario e come richiesto da questa società. Restiamo meravigliati per il rifiuto di codesto Comune di qualsiasi forma di collaborazione, anzi di comunicazione, a proposito della sorte degli impianti del Laceno e del futuro turistico della zona”.

“Il Comune mesi orsono, ha chiesto la disponibilità dei terreni necessari per il rinnovo degli impianti, assumendo di poter usufruire di fondi pubblici, che venivano dati per imminenti. Questa società, che aveva in corso la manutenzione straordinaria degli impianti esistenti, si diceva immediatamente disposta a consentire il rifacimento totale degli stessi, confidando nella esattezza delle comunicazioni del Comune, ossia nella imminenza del finanziamento e nella esistenza di un progetto esecutivo. In dipendenza della richiesta del Comune, essa cessava di provvedere alla manutenzione straordinaria e, quindi, alla conseguente prosecuzione gestione degli impianti; con ovvi danni economici, derivanti dalla impossibilità di gestire anche le attività turistiche connesse (ristoranti, ecc)”.

“E’ stato ripetutamente chiesto di visionare il progetto dei nuovi lavori, al fine di individuare con precisione sia lo spazio che i nuovi impianti prenderanno sia il tempo per realizzare e portare a termine i lavori, e di avere notizie precise sul finanziamento (se effettivamente c’è e quando potrà essere disponibile). Il Comune non solo non ha mai fornito i dati richiesti, ma non ha mai nemmeno risposto. Tali richieste vengono nuovamente ribadite. L’atteggiamento del Comune è incomprensibile: è palese che la richiesta di avere dalla società concessionaria la disponibilità dei terreni è stata intempestiva, e non ha avuto altro effetto che quello di provocare danni ingiusti”.

“Ancora oggi, nonostante le esternazioni di personalità politiche, non è affatto chiaro che il finanziamento ci sia e che sia a breve disponibile; e del progetto non ci sono notizie. Se a ciò si aggiunge il totale silenzio su questi temi non si può che qualificare come singolare il modo di condurre la cosa pubblica: l’incertezza dei programmi è
totale. La consegna al Comune dei terreni ha senso solo se è imminente l’inizio dei lavori, ossia se il finanziamento è effettivamente e prontamente disponibile e se il progetto è redatto in forma cantierabile: redigere uno stato di consistenza senza tener conto del progetto dei lavori è privo di razionalità. Aver impedito e continuare ad impedire a questa società di portare a termine la manutenzione straordinaria degli impianti esistenti e di gestirli per il tempo previsto in concessione è ingiusto ed illecito, oltre ad essere in contrasto con l’interesse pubblico. Ribadiamo che il comportamento del Comune è causa di danni per la società e per la comunità cittadina; per cui ci si riserva di far valere gli uni e gli altri danni nelle diverse sedi competenti. Rammentiamo che i terreni e gli altri immobili in concessione devono restare nella disponibilità della società fino al 5maggio 2031: ogni impedimento della loro
utilizzazione comporta risarcimento del danno. Se il Comune è interessato a riprendersi gli immobili oggetto della concessione anticipatamente rispetto alla data suindicata, lo dovrà fare a titolo oneroso. La società potrà prendere in considerazione tale evenienza.”

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