Addio ticket sanitari? Chi ne è esente e come funziona il sistema

ticket sanitario

In un recente intervento televisivo, il ministro della Salute Beatrice Lorenzin ha ribadito la possibilità di una rivoluzione del sistema dei ticket sanitari. Nell’ottica di una spending review sulla sanità, infatti, i ticket sanitari, che “valgono tre miliardi circa, su 113 miliardi che è il Fondo complessivo sanitario”, potrebbero anche essere aboliti.

Ma cos’è il ticket sanitario? Si tratta di una tassa che ogni cittadino deve pagare in cambio di determinate prestazioni sanitarie fornite dallo Stato. E’ stato introdotto nel 1982 e attualmente interessa prestazioni specialistiche, prestazioni di pronto soccorso, cure termali e prestazioni farmaceutiche (esclusivamente nelle regioni che hanno stabilito la loro introduzione).

Quanto si paga? Per le prestazioni di specialistica ambulatoriale, l’importo equivale alla delle tariffe delle prestazioni contenute nella ricetta fino al tetto massimo di 36,15 euro per ricetta. Al ticket vanno aggiunte l’eventuale quota di partecipazione introdotta da alcune regioni (Lazio, Campania Molise, Sicilia) e la quota fissa aggiuntiva da 10 euro senza alcuna modifica introdotta da alcune regioni (Lazio, Liguria, Calabria, Puglia, Sicilia, Campania, Friuli Venezia Giulia, Marche Abruzzo e Molise). A partire dal 1° gennaio 2017, inoltre, la legge prevede il pagamento da parte dell’assistito di un ticket di 25 euro per le prestazioni erogate in Pronto Soccorso ospedaliero catalogate con “codice bianco”, ovvero non seguite da ricovero. Il ticket non è invece previsto per i codici “rosso” (paziente molto critico), “giallo” (mediamente critico) o “verde” (poco critico).

Chi è esente dal pagamento del ticket? L’esenzione è un diritto per diverse categorie di cittadini, i quali possono usufruire in maniera gratuita del servizio sanitario pubblico. Il cittadino usufruisce dell’esenzione sulla base di alcune condizioni, sia di reddito sia di condizione sociale sia di salute. Malattie croniche e malattie rare, di cui il Ministero ha stilato un elenco consultabile; invalidità accertata dalla Commissione medica della Asl di residenza; gravidanza, per alcune prestazioni diagnostiche e specialistiche; test Hiv, anonimo e gratuito; diagnosi precoce di tumori (mammografia ogni biennio per le donne tra i 45 e i 69 anni; colonscopia ogni cinque anni per le persone con età superiore ai 45 anni; PAP test, ogni tre anni, per le donne tra i 25 e i 65 anni di età).

Le esenzioni per reddito, invece, sono rivolte ai cittadini di età inferiore a 6 anni e superiore a 65 anni appartenenti a un nucleo familiare con reddito complessivo non superiore a 36.151,98; ai disoccupati e loro familiari a carico appartenenti a un nucleo familiare con un reddito complessivo inferiore a 8.263,31 euro, incrementato fino a 11.362,05 euro in presenza del coniuge e in ragione di ulteriori 516,46 euro per ogni figlio a carico; ai titolari di pensioni sociali e loro familiari a carico; ai titolari di pensioni al minimo di età superiore a 60 anni e loro familiari a carico, appartenenti a un nucleo familiare con un reddito complessivo inferiore a 8.263,31 euro, incrementato fino a 11.362,05 euro in presenza del coniuge ed in ragione di ulteriori 516,46 euro per ogni figlio a carico.

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