Internet e l’Italia, un matrimonio lungo 31 anni: il 30 aprile 1986 la prima connessione…

Era precisamente il 30 aprile del 1986 quando a Pisa tre uomini del Centro Nazionale Universitario di Calcolo Elettronico creato dal CNR collegavano l’Italia ad Arpanet, la rete di computer statunitense a uso militare (che connetteva però anche diversi centri di ricerca e università) considerata la madre di Internet.

Dalla Pennsylvania un semplice segnale di “Ok” dava definitiva conferma dell’avvenuta connessione con un Centro sicuramente all’avanguardia in termini di esperienza e affidabilità.

La velocità del tempo (solo 64 KB al secondo) consentiva la trasmissione di solo testo, cosa oggi impensabile ma allora grandiosa per una società mondiale tecnologicamente scollegata. L’Italia fu il quarto paese, in ordine cronologico, che vi si collegò dopo Norvegia, Regno Unito e Germania dell’Ovest.

Ma non fu un’impresa semplice: quel primo segnale infatti era stato finalmente raggiunto in seguito a oltre cinque anni di lavoro e di sperimentazione.

In quel momento non si era capita ancora l’importanza di quello che si stava facendo, di quanto Internet avrebbe successivamente cambiato il mondo. Tanto che è difficile anche risalire a notizie e materiale fotografico attraverso i giornali del tempo.

Un’Italia in Rete, dunque, che nasceva all’avanguardia ma che però con il passare del tempo ha perso parte del suo vantaggio rispetto ad altri Paesi.

Con un indice di digitalizzazione, calcolato nel 2016 dalla Commissione Europea, ancora basso: dei 28 Stati Membri l’Italia è al 25esimo posto (il 28% degli italiani non ha mai usato Internet mentre il Europa la media è del 16%). Il divario più ampio con gli altri cittadini europei riguarda in particolare acquisti online, uso dei servizi bancari e video on demand. Va meglio invece nell’uso dei social network e nelle videochiamate, superando la media UE solo nei giochi, musica e video.

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