Avellino, game over per il Sindaco Ciampi: ecco 15 motivi per mandarlo a casa

La mozione di sfiducia al Sindaco di Avellino, Vincenzo Ciampi, sarà presentata domani, venerdì, presso l’Ufficio di Presidenza del Consiglio Comunale.

Il documento sarà sottoscritto da 20 consiglieri comunali che hanno sintetizzato in 14 punti i motivi per i quali è scaduto il tempo di governare, da parte del cittadino pentastellato eletto quattro mesi fa.

Ecco il testo integrale:

“Premesso che il risultato elettorale delle elezioni amministrative dello scorso 10 e 24 giugno ha restituito un inedito scenario politico di anomala e forte instabilità, caratterizzando l’esito della consultazione con il fenomeno della cosiddetta “anatra zoppa”, ovvero di un consistente scostamento politico tra il Sindaco Vincenzo Ciampi, eletto per il Movimento 5 Stelle, e la maggioranza consiliare composta, invece, da ben 27 esponenti appartenenti a forze politiche contrapposte;

1 – che il Sindaco eletto si trova, a tutt’oggi, a guidare un governo di acclarata minoranza con il sostegno solamente di 5 consiglieri eletti nel Movimento 5 Stelle ed il consenso occasionale di pochi altri consiglieri comunali di altre forze politiche;

2 – che, nel rispetto del risultato elettorale, i consiglieri comunali sottoscritti hanno da subito offerto, nell’interesse della città, un atteggiamento non ostile con il chiaro intento di condurre una opposizione responsabile;

3 – che nel corso di questi mesi, nonostante la disponibilità dei medesimi consiglieri, non è stato aperto dal Sindaco alcun dialogo che potesse lasciar intravedere il tentativo serio di volersi confrontare sui problemi della città;

4 – che ad oltre 3 mesi dall’insediamento del Consiglio Comunale di Avellino l’azione amministrativa vive, pertanto, una pericolosa situazione di stallo, non risultando di fatto avviata alcuna iniziativa o azione di governo da parte del Sindaco e della Giunta comunale, non risultando effettivamente operativa la macchina comunale nel pieno delle proprie funzioni istituzionali ed amministrative;

5 – che il sindaco non è nemmeno riuscito ad esprimere un indirizzo di governo chiaro ed univoco, una scelta programmatica identificativa delle volontà strategiche del Movimento 5 Stelle per il governo della città di Avellino, accrescendo così un clima di confusione ed incertezza che non favorisce la risoluzione di problematiche emergenziali che attanagliano la popolazione avellinese;

6 – che le stesse linee programmatiche, atto di rilevanza strategica assoluta nel disegno di un progetto di governo per la città, sono state inizialmente sottoscritte dal Sindaco (sentita la Giunta comunale) e proposte nella seduta di Consiglio Comunale del 6 settembre 2018, per poi essere subito ed immotivatamente ritirate e poi ripresentate (sostanzialmente identiche) nella seduta del 17 settembre 2018, registrando all’esito della relativa votazione una netta ed inequivocabile bocciatura politica con 9 adesioni (compreso quello dello stesso Sindaco) e 23 dissensi;

7 – che l’empasse del Sindaco e della Giunta è, inoltre, risultata talmente evidente che S.E. il Prefetto di Avellino ha ritenuto di dover commissariare l’Ente in relazione alla stesura del Bilancio Consuntivo 2017, sottraendone di fatto la responsabilità alla Giunta Comunale e all’Assessore al Bilancio a favore di un Commissario di comprovata esperienza;

8 – considerato che l’atteggiamento del Sindaco e dell’intera maggioranza toglie ogni dubbio in relazione alla volontà da parte del Movimento 5 Stelle di ricercare una effettiva soluzione politica alla profonda crisi in atto, ritenendo che il Consiglio Comunale debba ridurre le proprie funzioni e prerogative alla semplice ratifica di decisioni ed iniziative assunte dalla Giunta;

9 – che il Sindaco, al contrario, spinto dalla parte politica che lo sostiene, ha continuato ad alimentare lo scontro in un clima di costante campagna elettorale non disdegnando la mortificazione dei luoghi e dei simboli istituzionali;

10 – che lo stesso Sindaco ha irrimediabilmente compromesso il rapporto di fiducia con il Consiglio Comunale rendendosi protagonista di una serie di preoccupanti e reiterate cose non vere relative a scelte di natura politica e amministrativa, minando nel profondo la credibilità e l’autorevolezza che il primo cittadino deve necessariamente avere nel rapporto con la città;

11 – che in più occasioni il Sindaco ed il Movimento 5 Stelle hanno dimostrato l’impreparazione sia istituzionale che amministrativa, procedendo con atti errati o incompleti che hanno palesato evidente incompetenza ed inadeguatezza al ruolo ricoperto;

12 – che le stesse linee programmatiche presentate dal Sindaco ed ampiamente bocciate dal Consiglio Comunale non contengono alcuna indicazione concreta in merito alle strategie per lo sviluppo della città, essendo inoltre prive di qualsivoglia necessaria indicazione in merito a tempistiche/modalità di attuazione e coperture economiche, come prescrive anche la norma sulla armonizzazione contabile;

13 – che il Consiglio Comunale non può restare passivamente in attesa che il Sindaco e la Giunta decidano di iniziare realmente ad amministrare la città, assistendo al degrado che arreca inevitabili danni ai cittadini ed alla comunità intera;

14 – che in tale contesto di paralisi amministrativa la città di Avellino rischia di perdere ingenti finanziamenti nazionali ed europei, di non completare strategiche e rilevanti opere pubbliche in cantiere, nonché di determinare un dannoso blocco istituzionale in tutti gli Enti sovracomunali che vedono il capoluogo protagonista;

15 – che, pertanto, non si ravvisa alcuna valida motivazione per prolungare ulteriormente una lunga agonia politica all’insegna di un violento e scorretto scontro istituzionale, alimentato da continue ed inutili provocazioni del Movimento 5 Stelle.

Tanto premesso, gli scriventi Consiglieri Comunali, facendosi carico di una scelta dolorosa ma necessaria, certi che non sussistono le condizioni politiche per proseguire positivamente la consiliatura, convinti della necessità di offrire alla città l’opportunità di tornare ad esprimersi attraverso il voto e stabilire così una maggioranza definita, chiara e coesa, chiedono, a norma dell’art. 51 c. 3 dello Statuto del Comune di Avellino, la convocazione del Consiglio Comunale in seduta straordinaria, da tenersi non prima di dieci giorni e non oltre trenta giorni dalla data odierna, onde procedere alla votazione per appello nominale della presente mozione di sfiducia, ai sensi dell’ex art. 52 d.lgs. 267/2000, che formalmente inoltrano.

 

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