Ciarambino (M5s): “Stipendi manager sanità, aumenti vergognosi”

“Ora è tutto chiaro: quando De Luca diceva che la sanità campana sarebbe diventata la prima in Italia si riferiva non certo ai livelli di assistenza, ma ai superstipendi dei suoi manager. Alla ripresa dei lavori presenteremo una richiesta di Consiglio monotematico sui risultati raggiunti dai nominati di De Luca in sanità: il presidente commissario dovrà spiegare in aula in base a quali meriti ha aumentato gli stipendi già altissimi, mentre i cittadini subiscono le conseguenze disastrose di una pessima gestione sanitaria”. Sono le parole durissime del capogruppo del Movimento 5 Stelle in Consiglio regionale, Valeria Ciarambino sulla delibera di ferragosto con cui De Luca ha aumentato gli stipendi dei manager sanitari.

“De Luca quando li nominò, annunciò pugno duro e verifica del raggiungimento degli obiettivi di assistenza sanitaria dopo 6 mesi – ricorda Ciarambino – È passato oltre un anno dalle nomine, la sanità è in condizioni vergognose e De Luca non solo non ha fatto nessuna verifica nè ha rimosso nessuno dei suoi nominati, ma addirittura li ha premiati”. “Come M5S siamo stati gli unici ad opporci alla scandalosa legge sulle nomine, che dava a De Luca il potere assoluto delle nomine in sanità senza trasparenza né merito. E siamo stati gli unici ad opporci quando con la scorsa legge di stabilità De Luca abolì la riduzione del 20% agli stipendi dei manager – fa notare la capogruppo – Lui aumentava gli stipendi e noi proponevamo l’abolizione del superticket, che i cittadini campani sono costretti a pagare per i buchi nella sanità provocati dalla politica”.

“Ritiri immediatamente quella delibera della vergogna e usi quei soldi per abolire il superticket che i campani pagano per ricevere in cambio un’assistenza da terzo mondo. Su questa vergogna faremo battaglia e lavoreremo a una proposta per commisurare gli stipendi dei direttori generali ai risultati raggiunti: i premi si danno per i meriti e per il miglioramento dell’assistenza sanitaria, non per la fedeltà al presidente” – conclude Ciarambino.

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