Lotta attiva e prevenzione incendi, quando la Regione scelse di fare a meno dei Vigili del fuoco

Lotta attiva e prevenzione degli incendi boschivi ? La Regione Campania ha scelto di fare a meno del coinvolgimento dei Vigili del fuoco. Era il 5 luglio 2017 quando Giovanni Nanni, Direttore regionale dei Vigili del fuoco in Campania, in una lettera indirizzata ai sindacati di categoria scriveva: «Si comunica che la Regione Campania, più volte sollecitata, ha rappresentato la propria indisponibilità alla stipula di una convenzione che preveda il coinvolgimento dei Vigili del Fuoco nelle attività di lotta attiva e prevenzione degli incendi boschivi ed ha ribadito la richiesta di collaborazione, con l’impiego di personale VF nelle attività di spegnimento degli incendi di interfaccia a tutela di beni e persone».

Con l’espressione “di interfaccia” ci si riferisce ad incendi che “minacci di interessare aree di interfaccia urbano-rurale, intese queste come aree o fasce, nelle quali l’interconnessione tra strutture antropiche e aree naturali è molto stretta, luoghi geografici dove il sistema urbano e quello rurale si incontrano ed interagiscono, così da considerarsi a rischio di incendio. Tale tipo di incendio può avere origine sia in prossimità dell’insediamento (ad es. dovuto all’abbruciamento di residui vegetali o all’accensione di fuochi durante attività ricreative in parchi urbani e/o periurbani) sia come derivazione da un incendio di bosco”. «La disponibilità del personale VF – si legge ancora nella lettera del Direttore regionale dei Vigili del fuoco in Campania – è per un periodo limitato, individuato la stessa Regione, nell’ambito di quello di massima criticità degli incendi boschivi».

Una posizione, quella della Regione Campania, che oggi, alla luce dei 927 incendi registratisi sul territorio regionale dal 10 giugno all’ 11 luglio appare incomprensibile.

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