Con il 61% dei voti degli avellinesi, nel 2013 Paolo Foti è stato eletto sindaco.

Chi lo ha votato aveva motivo di riporre in lui molte speranze; di quale natura fossero di preciso,  non è dato saperlo tutt’oggi, ma sicuramente qualcosa deve essere andato storto.

A giudicare dall’avvicendamento di copiosi assessori e dai numerosi “rimpasti” che nel tempo hanno avuto più le fattezze di “pastrocchi”, finalizzati a giungere solo a fine mandato,  il caro sindaco ce la sta mettendo tutta; come un nostrano “principe Tancredi” cambia ricorrentemente per dare esecuzione all’hic manebimus optime, e così “se si vuole che tutto rimanga come è, bisogna che tutto cambi”.

Difatti, dopo vari falsi allarmi di “abbandoni” della carica, non si sa per quale motivo, resiste e persiste, dicono sia ancora lì!

E i cittadini, gli avellinesi, coloro che votandolo hanno creduto di fare una scelta ponderata ed oculata, rimpiangono il passato, tutto il passato, purchè non si tratti di questo presente.

Eppure, era cominciata “col botto” questa conduzione della macchina amministrativa; come non menzionare la famosa ordinanza “supersantos”?!

<Perbacco> pensai <qualcuno che finalmente invoca il “senso civico e l’educazione civica”>!

Ho dovuto abbandonare ogni speranza!

Non avrei mai potuto immaginare che tutto si sarebbe limitato a quello, solo a quello; impedire l’unico sport  sano per gli adolescenti avellinesi, lasciandoli consumare e annichilire con gli i phone e con il pc.

Eppure basterebbe farsi un giro per le strade principali, quelle definite “accorsate”, per rendersi conto che chi c’è oggi e da un po’ di anni, non ama questa città e non ama gli avellinesi, nemmeno quel 61% che ha riposto fiducia in questo sindaco.

Non comprendo, proprio non riesco a comprendere, come mai esistono così tanti edifici abbandonati, oramai discariche a cielo aperto, ricettacolo d’insetti, ratti, rifiuti di ogni genere e non solo!

Non comprendo, non riesco a comprendere, come mai ogni aiuola della città sia divenuta un mucchio di sterpaglie alte, incolte e depositarie di escrementi di animali!

Non comprendo, non riesco a comprendere, per quale motivo le istituzioni siano assolutamente lontane dai cittadini e non annoverino assolutamente le fasce deboli!

Non comprendo, non riesco a comprendere, per quale motivo non esiste un controllo ai flussi di profughi che quasi mensilmente ci vengono “buttati addosso” e, loro malgrado, vengono “ammassati” senza assistenza sanitaria, senza un mediatore culturale che faccia da “ponte” tra la nostra e la loro cultura!

Spero sempre che arriverà quel giorno in cui la coscienza possa motivare a prendere una decisione per il bene di Avellino; la dignità è un gran pregio ed un enorme valore, si prenda atto del fallimento che non è più in fieri, ma si è già consumato, si restituisca almeno la speranza di poter scegliere.

Non c’è più nulla da aspettare, è sensato staccare la spina ad una città malata terminale.

Avv. Tiziana Tomeo