Provincia, Nappi: Del Mastro defenestrato per sue scelte suicide

POLITICA AVELLINO – “Il destino politico dell’assessore provinciale Giuseppe Del Mastro pende esclusivamente dalle sue scelte politiche suicide e dalle consequenziali azioni intraprese”. Così in una nota il capogruppo di Noi Sud nel Consiglio Regionale della Campania, Sergio Nappi. “E’ davvero surreale – spiega Nappi – attribuire al sottoscritto la presumibile defenestrazione di Del Mastro dalla giunta provinciale preso atto che i nostri percorsi politici si sono divisi da qualche tempo, ne e’ testimone la contrapposizione alle elezioni amministrative di Monteforte Irpino appena conclusa.
Come è noto a tutti, l’unica responsabilità, di cui chiedo perdono alla mia comunità, e’ di averlo recuperato dall’oblio promuovendone la sua candidatura al consiglio provinciale, e contribuendo così alla sua elezione a consigliere ed alla successiva nomina ad assessore”.
“Sottolineo, inoltre, – aggiunge il consigliere regionale – che in questa fase non sono affatto coinvolto in nessuna trattativa che interessi il riassetto della giunta provinciale. Se il Presidente Sibilia in occasione di una eventuale rivisitazione della sua squadra pensa di fare a meno di Del Mastro evidentemente ha preso atto della sua vacuità politica ed amministrativa”.
“Il mio impegno politico in questa fase – conclude Nappi – è rivolto alla costruzione del ‘Progetto Sud per l’Irpinia’ in uno alla costruzione di un partito del sud teso a coinvolgere in un unico soggetto politico movimenti ed esperienze con lo stesso comune denominatore: rilanciare la questione meridionale.
A tale guisa, in una corsa solitaria, nelle appena concluse elezioni amministrative di Monteforte Irpino ha sfiorato la soglia del venti per cento nonostante si sia presentato in alternativa al centrodestra più l’Udc ed al centrosinistra. Infine, si invita il neo sindaco di Monteforte Irpino ed alla sua amministrazione a concentrarsi sulle attività da intraprendere per il proprio comune e trovare quadra ed equilibri, a quanto si dice ancora precari, anziché disperdersi su questioni politiche di altro livello istituzionale”.

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