Pugliese: “Per salvare aree interne occorre rivoluzione culturale”

Forte appello dell’Onorevole Irpino Marco Pugliese – Parlamentare di Grande Sud – alla politica, affinché si tutelino le aree interne. In un momento storico di grave crisi economica, tensioni sociali e forti contraddizioni, l’On. Marco Pugliese, invita tutti i politici e le forze politiche a salvaguardare le aree interne del Paese contro qualunque forma di “centrismo”.
“Non si può più assistere, spesso impotenti, (facendo anche autocritica) a forme di spodestamento locale che ledono i diritti dei cittadini delle aree interne rispetto a quelli delle città capoluogo. Le aree interne vanno tutelate e rafforzate in tutte le sedi Istituzionali. Basta con il Napolicentrismo, o con l’Avellinocentrismo. Da Monteverde ad Avella tutti i cittadini, utenti e contribuenti, dovranno essere destinatari dello stesso standard di servizi.
Basta a qualsiasi forma di “centralismo burocratico-Istituzionale” che penalizza soprattutto i paesi delle aree interne, riguardo a piani di riorganizzazione della Sanità, delle Scuole, dei Trasporti, della Giustizia e degli Uffici della Pubblica Amministrazione a vario genere. Le aree interne già soffrono per la loro condizione geografica gravata anche dalla mancanza d’infrastrutture idonee per raggiungere i grandi centri.
Le periferie – prosegue Pugliese – soffrono di forti fenomeni sociali di emarginazione, emigrazione giovanile, e quindi un innalzamento dell’età media della popolazione, a differenza dei centri capoluogo che diventano sempre più popolosi, caotici e trafficati. L’appello al “riscatto sociale” che rivolgo a tutte le forze Istituzionali, politiche e sociali, è quello di essere più attenti e vigili, nelle loro sedi di competenza, per evitare qualsiasi ulteriore riforma che possa ledere ancora una volta lo sviluppo e la crescita delle aree provinciali.
La politica e i partiti politici quindi, – conclude Pugliese – dovranno invertire la rotta, al fine di permettere agli eletti, a qualsiasi livello, di conoscere realmente le problematiche dei loro territori. Così come non è più accettabile che negli esecutivi Regionali e Provinciali, vi sia una gestione meramente “centrista”, che si pone in antitesi rispetto a una reale consapevolezza di tutto il territorio.
Se non vogliamo far morire le aree interne o che si creino forme di apartheid sul territorio, la politica ha il sacrosanto dovere di attuare una vera e propria “rivoluzione culturale” con l’obiettivo di tutelare, valorizzare e rinvigorire le periferie, e, a tal proposito, non ci dovrà essere nessun partito o maggioranza che regga rispetto a questo ideale.”

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