Dipendente trasferito di settore: condannato comune di Avellino

Grande soddisfazione della Camera Sindacale Uil di Avellino e della Segreteria provinciale della Funzione Pubblica per la sentenza emessa dal Tribunale di Avellino, in merito alla condotta antisindacale tenuta dal Comune di Avellino. Il ricorso presentato lo scorso 20 settembre dal Sindacato Irpino, egregiamente difeso dall’Avv. Donato Cicenia, invocava l’intervento del Giudice del Lavoro in relazione a quanto accaduto con il provvedimento di trasferimento del dipendente Evangelista Leopoldo a diverso settore, avvenuto senza la dovuta contrattazione sindacale. “L’antisindacalità – si legge nella sentenza – della condotta dell’Ente è dedotta sotto un duplice profilo, ovvero come violazione delle disposizioni del CCNL che impongono la preventiva fissazione in sede di concertazione, dei criteri generali, da applicare, alle procedure di mobilità interna e come violazione delle norme che impongono la preventiva acquisizione del nullaosta sindacale per poter legittimare ed esercitare il diritto di trasferire il dipendente che sia anche dirigente sindacale (…). In sostanza l’Ente non ha proceduto alla necessaria informativa su di uno specifico procedimento di mobilità, né, su tale tema, si è mai svolta una effettiva concertazione, perché il progetto di mobilità non esisteva: esisteva una generica intenzione di provvedere ad intervenire in una serie di settori, ma nulla si era deciso quanto al contenuto effettivo di tale procedimento (…). Una prova indiretta di tali conclusioni si ricava proprio dal procedimento che ha interessato l’Evangelista: il rappresentante sindacale è stato trasferito dal settore Patrimonio (nelle indicazioni dell’Assessore indicato come settore nel quale far confluire eventualmente personale) al settore Cultura che negli intendimenti , quand’anche genericamente espressi, non compare”. “”La sentenza, in parziale accoglimento del ricorso proposto dalla UIL FPL, ha dichiarato antisindacale la condotta del Comune di Avellino per aver omesso la preventiva fissazione, in sede di concertazione, dei criteri generali da applicare alle procedure di mobilità interna e per l’effetto ne ha ordinato la rimozione degli effetti con la ricollocazione del dipendente presso il settore Patrimonio dell’Ente”. Per la prima volta, dunque, presso il Comune di Avellino, viene applicato un articolo 28 / Statuto dei Lavoratori – legge 300/70, a tutela di un lavoratore rappresentante sindacale. Una vittoria che, se da un lato inorgoglisce il Sindacato che ha ottenuto giustizia per il dipendente, oggetto di un provvedimento illegittimo, lascia l’amaro in bocca, trattandosi di un ente pubblico. “Siamo soddisfatti dalla sentenza – ha spiegato il Segretario Provinciale della UIL Franco De Feo – che dimostra l’operato corretto della Fpl, del Segretario Provinciale Ugo Petretta e del suo rappresentante sindacale. E siamo sicuramente soddisfatti che sia stata applicata la legge a tutela di un lavoratore che è anche rappresentante sindacale, che ha dovuto subire una decisione ingiusta, assunta senza alcuna motivazione e programmazione valida e concertata. Quello che, con amarezza, dobbiamo constatare è che un ente pubblico si sia reso “colpevole” di condotta antisindacale. Non è certo un punto a favore di chi amministra la cosa pubblica che dovrebbe vigilare affinchè la burocrazia interna fornisca esempi di trasparenza, in luogo della regola del più forte o per soddisfare giochi di potere. L’auspicio è che in futuro si tenga conto della legge e si faccia in modo che venga rispettata, anche e soprattutto nella gestione del personale in forza all’Ente Comune. Il Sindacato con ancora maggiore forza e determinazione continuerà a vigilare perché ciò accada e perché immediatamente si dia corso a quanto ordinato dal Giudice. In tal senso è stata notificata, questa mattina, la sentenza al Segretario Generale del Comune”.

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