Dipendenti Aias senza stipendi: partono i decreti ingiuntivi

Lavoratori dell’Aias senza stipendi: partono i decreti ingiuntivi.

Lo scorso lunedì, i dipendenti dell’Aias (sedi di Avellino, Calitri e Nusco), assistiti dalla Funzione pubblica Cgil, hanno inoltrato i provvedimenti attraverso i quali il giudice chiederà ai vertici dell’Associazione italiana assistenza spastici di assolvere il debito entro 40 giorni.

Ieri le parti si sono incontrate presso il Palazzo di governo dove il prefetto Maria Tirone ha cercato di arrivare ad una soluzione positiva della vertenza.

Una questione che va avanti da più di un anno e che è andata complicandosi con il sequestro della struttura di via Morelli e Silvati e dei conti correnti aziendali.

«C’era un accordo che prevedeva il pagamento della quinta delle 12 mensilità arretrate, dopo che le prime 4 erano state coperte con l’Asl di Avellino», spiega Marco D’Acunto, segretario generale Fp Cgil Campania che ha iniziato a seguire la vertenza mettendo in atto anche forme estreme di protesta come uno sciopero della fame durato una settimana. «Tuttavia, le promesse non sono state mantenute perché i commissari Aias Maurizio Arci e Remo Del Genio sostengono che dopo il dissequestro dei conti correnti, avvenuto il 2 ottobre, la magistratura ha imposto che i 110mila euro, utili a pagare la quinta mensilità arretrata, fossero trasferiti su fondo di garanzia che al momento risulta bloccato e che dovrebbe essere disponibile non prima di Natale».
Dunque si attende che i giudici concedano il via libera. «Dopodiché prosegue D’Acunto dovrà essere individuata una soluzione per saldare gli altri 7 stipendi per i lavoratori delle tre sedi». Mentre i terapisti della sede avellinese (sotto sequestro) hanno trovato una sistemazione momentanea in 7 centri riabilitativi accreditati della provincia a seguito di un accordo con l’Asl e percepiscono regolarmente lo stipendio da circa un mese, la situazione è più complessa per i colleghi di Calitri e Nusco.
«Nelle strutture dell’Alta Irpinia oltre trenta persone lavorano senza percepire un solo euro. Il diritto dei pazienti è sacrosanto, ma lo è anche quello di chi adesso ha difficoltà a mettere la benzina per raggiungere il posto di lavoro». Dopo essere intervenuto all’assemblea tenutasi a Lioni qualche settimana fa, anche ieri era presente il sindaco di Calitri Michele Di Maio.

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