Il caso: treccia da guinness, Salerno contesta

Il caso: treccia da guinness, Salerno contesta

Contestano il guinness ottenuto dai casari avellinesi e ritengono che il primato per la treccia di mozzarella più lunga del mondo sia ancora quello ottenuto dai casari di Sala Consilina, in provincia di Salerno. Tra i 78 metri e 80 centimetri realizzati dai salernitani e i 106 metri e 16 centimetri degli avellinesi, ci sono 78 minuti, nei tempi di lavorazione, che farebbero la differenza e lascerebbero il primato a Sala Consilina. Domenica scorsa ad Avellino i giudici londinesi del Guinness World Record hanno assegnato all’Irpinia il primato, ma da Salerno i casari insorgono. “Rimane a noi il guinnes – dicono – per i tempi molto brevi rispetto a quelli impiegati dai colleghi di Avellino. Per battere il nostro record, vanno innanzitutto rispettate le regole scritte di ‘Salagustando’. Ad esse noi ci siamo attenuti alla lettera, soprattutto per quanto concerne il tempo limite di realizzazione ed il diametro della treccia stessa”. Il regolamento prevede la realizzazione di tre fili di treccia, lungo ciascuno almeno 50 metri. I fili devono essere prima stesi su di un tavolo e poi intrecciati e il diametro della treccia deve essere almeno di 10 centimetri. Il lavoro va eseguito interamente sul posto in un tempo massimo di 100 minuti, a cominciare dalla lavorazione del latte. “Noi ci teniamo stretto il nostro record – dicono i casari di Sala Consilina – che da ben quattro anni miglioriamo di volta in volta, e i colleghi di Avellino possono tranquillamente gioire per il loro Guinnes”. Sulla vicenda interviene anche il sindaco di Sala Consilina Gaetano Ferrari, che lancia una sfida. “Effettivamente si tratta di due record diversi – dice – e a questo punto propongo di ospitare nella mia citta’, a settembre, una sfida tra i casari salesi e quelli di Avellino e di Agerola, comune con noi gemellato e che si cimenta nella realizzazione di una treccia di fior di latte da record. Ma per non creare dissapori, i casari in gara si dovranno confrontare seguendo un regolamento uguale per tutti”.

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