Montaguto,ancora rischio frana per la statale 90

Montaguto,ancora rischio frana per la statale 90
Dopo le abbondanti piogge degli ultimi giorni, torna l’incubo frana per la statale 90 di Montaguto. Nel caso di chiusura della strada ci saranno ulteriori ripercussioni, soprattutto per i vacanzieri. E’ l’ex assessore provinciale Marcello Zecchino a lanciare l’allarme. Ieri mattina era in viaggio ve…

Montaguto,ancora rischio frana per la statale 90

Dopo le abbondanti piogge degli ultimi giorni, torna l’incubo frana per la statale 90 di Montaguto. Nel caso di chiusura della strada ci saranno ulteriori ripercussioni, soprattutto per i vacanzieri. E’ l’ex assessore provinciale Marcello Zecchino a lanciare l’allarme. Ieri mattina era in viaggio verso Campobasso ed è stato uno dei primi ad accorgersi delle nuove avvisaglie che provengono dalla montagna che pochi giorni fa franò. Lo stesso ha redatto un documento rivolta a chi di competenza: “In relazione all’emergenza mai superata nel comune di Montaguto – scrive Zecchino – si rappresenta che l’allarmante riattivazione del movimento franoso è stato un evento ampiamente preannunciato. Alla base del fallimento dei piani d’intervento predisposti dalle Istituzioni e dagli enti coinvolti nella vicenda, infatti c’è la mancata osservanza delle indicazioni contenute nella relazione redatta dall’esperto inviato dalla Protezione civile nazionale, che seguì per diverso tempo l’evoluzione del fenomeno franoso nei primi mesi del 2006. Le operazioni finalizzate alla realizzazione degli interventi per il contenimento del dissesto idrogeologico, per cui il Consiglio dei Ministri dichiarò, tre anni or sono, lo stato di emergenza, versano oggi in uno stato di totale abbandono. E’ deplorevole che i lavori di messa in sicurezza dell’intero versante siano stati inspiegabilmente interrotti in data 11 Luglio 2007 e che, a distanza di 2 anni, non sono stati resi noti gli interventi programmati dal Commissario delegato per l’emergenza e i tempi di realizzazione degli stessi. Di seguito alcune indicazioni che, se accolte, potrebbero contribuire a snellire le attuali procedure accelerando così le operazioni di messa in sicurezza dell’area interessata dal dissesto idrogeologico: 1- Affidamento del coordinamento di tutte le attività all’esercito italiano, con contestuale estromissione di tutti i soggetti finora interessati dalla direzione dei lavori per la messa in sicurezza del versante frana. Istituzione di un comitato di controllo con rappresentanti del Dipartimento Nazionale della Protezione civile; 2- Costituzione di una struttura operativa con un unico responsabile ed altri soggetti coadiuvanti; 3- Nomina di un gruppo tecnico per lo svolgimento di tutte le attività progettuali e di direzione dei lavori con un unico progettista; 4- Stipula di accordo di programma sulla base di un progetto generale, con erogazione dei fondi vincolata al raggiungimento di obiettivi predefiniti e condivisi; 5- Verifiche periodiche del Comitato di controllo con poteri assegnati allo stesso di rimozione immediata delle cause ostative al prosieguo degli interventi”.

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