Più tasse meno welfare: quasi un campano su due a rischio povertà

La Campania è tra le tre regioni italiane dove il rischio povertà è aumentato di più negli ultimi 10 anni. Lo rivela uno studio della Cgia di Mestre, l’associazione veneta di artigiani e piccole imprese. Tutta colpa, secondo l’organizzazione di categoria, dell’aumento delle tasse e del conseguente calo del welfare, cioè dei tagli progressivi ai fondi per i servizi di assistenza ai più deboli. L’indice per la nostra regione relativo sia al rischio povertà che di esclusione sociale sul totale della popolazione ha raggiunto il 49,9%. Siamo al secondo posto a livello nazionale. Peggio solo la Sicilia con il 55,6%. Terza, la Calabria con il 46,7%. Da un punto di vista sociale – fa sapere il coordinatore dell’Ufficio studi della Cgia, Paolo Zabeo – il risultato ottenuto è stato drammatico: in Italia, ad esempio, la disoccupazione continua a rimanere sopra l’11 per cento, mentre prima della crisi era al 6 per cento. Gli investimenti, inoltre,sono scesi di oltre 20 punti percentuali e il rischio povertà ed esclusione sociale ha toccato livelli allarmanti. In Sicilia, Campania e Calabria praticamente un cittadino su 2 si trova in una condizione di grave deprivazione”.