Sciopero fame Bisaccia, Sena: non ci fermiamo

Sciopero fame Bisaccia, Sena: non ci fermiamo

“Siamo davvero uomini d’ acciaio come dicono – afferma Donato Sena dell’ Udc – non perché continuiamo a fare lo sciopero della fame, ma perché difendiamo un nostro sacrosanto diritto che è quello della salute. Siamo in attesa che le istituzioni, la politica da destra a sinistra ci dicano realmente cosa vogliono fare del nostro ospedale. Confido, che sono realmente in difficoltà fisica, e il pesa maggiore da sopportare è quello di continuare a subire ingiustizie di questo genere. Siamo monitorati dai medici dell’ospedale, che realmente ci hanno invitati a smettere con lo sciopero della fame. Noi con i nostri amministratori e amici siamo assolutamente restii a smettere non per dare credito a chi dice che con questo gesto cerchiamo visibilità ma perché siamo assolutamente convinti che il “Di Guglielmo” debba restare ospedale e non con certo una residenza Rsa”. Sulle condizioni fisiche Sena afferma: “Il fisico ne inizia a risentire , ma andiamo avanti consapevoli della nostra battaglia. Come detto a canale 58, posso essere testimone dell’importanza del nostro ospedale. Mio padre un anno fa ha avuto un infarto e solo la prontezza dei medici del nostro presidio ospedaliero, ha permesso un epilogo felice. Entrai in politica nel 2006, avendo fiducia nelle istituzioni, ma è proprio in questi momenti che speri che siano esse la risoluzione a questi problemi. Invece, ho sentito la vicinanza di pochi. Ma voglio essere fiducioso ancora consapevole che questi drammi territoriali possono essere risolti solo dalla volontà della classe politica. A me non interessa chi sia a trovare la soluzione l’importante è che si riesca a disinnescare questa bomba ad orologeria che può davvero distruggere tutta l’Irpinia. Siamo stanchi ma non molleremo soprattutto perché facciamo fede in quel documento approvato all’ unanimità dal consiglio provinciale. Il Presidente Caldoro convochi i nostri sindaci e ci dica realmente che intenzioni ha per le nostre zone. Siamo in una “terra” già priva di infrastrutture, giovani che emigrano giorno per giorno perché non c è lavoro, se a ciò si unisce il fatto che ci tolgono il diritto alla salute, allora mi chiedo che senso ha restare ancora qui se la Regione e la politica in generale ci privano di tutti i diritti sanciti dalla costituzione?”.

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