Successo del Consorzio servizi sociali Alta irpinia a Manchester

Successo del Consorzio servizi sociali Alta irpinia a Manchester

Di ritorno dal transnational meeting di Manchester, insieme al Dott. Pasquale Ferrara, il Direttore Giuseppe Del Giudice esprime la soddisfazione sul ruolo da protagonista che il Consorzio dei servizi sociali Altairpinia ha avuto nell’elaborazione di una piattaforma europea sulle politiche sociali e soprattutto sul ruolo del terzo settore.
“E’ stata davvero un’esperienza importante – afferma Del Giudice -. Insieme a delegazioni provenienti dalla Svezia, Spagna, Grecia, Regno Unito, Danimarca, Germania, ci siamo ritrovati a discutere sul ruolo del welfare state e della qualità dei servizi. Il nostro Ente – aggiunge – è stato considerato una buona prassi in particolar modo dalle delegazioni di Svezia e Norvegia, che ci hanno invitato ad esportare il nostro modello di politiche sociali. La Regione Campania, ma in particolare il nostro territorio, sta vivendo e partecipando a cambiamenti sostanziali, i Piani sociali di zona, in questi anni hanno offerto risposte ai bisogni sociali, integrando responsabilità e risorse, facilitando la collaborazione istituzionale, sociale, dell’associazionismo e del volontariato. Il primo risultato conseguito è stato certamente quello di aver promosso un coinvolgimento di tutte le istituzioni interessate, garantendo un buon livello di coesione, trasformando le attività di concertazione in occasione aperte di dialogo e confronto tra i diversi attori locali. Il superamento della logica individuale ed il passaggio alla gestione integrata dei servizi è stato reso possibile dal coinvolgimento, diffuso e condiviso, di lavorare tutti per un obiettivo comune, oltre che dal desiderio di crescita ed innovazione diffuso su tutto il territorio di riferimento. Viviamo in un contesto in cui siamo costretti a fronteggiare una trasformazione globale che ci impone scelte che realizzino opportunità sociali. Basti pensare all’allungamento dell’età della vita con il relativo tema della non-autosufficienza, alla mancanza della rete familiare in alcuni territori, allo spopolamento dei nostri comuni, ma anche in alcuni casi, all’aumento demografico dovuto alla presenza degli immigrati con il bagaglio di questioni che una società multiculturale comporta. A questo aggiungiamo i fenomeni di disagio dei giovani legati alle dipendenze, alla mancanza di lavoro, alle nuove povertà ed ai nuovi bisogni emergenti dei cittadini. Di fronte a questioni di tale natura e rilievo si misurano le nostre capacità di individuare i processi, i limiti verso i quali ci sospingono e la nostra capacità di impegnarci in un processo di innovazione del welfare. Un processo difficile, ma indispensabile”.

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