Avellino Città Disservizi, c’è il trasferimento degli uffici ma al Comune nessuno lo sa

Mattinata trascorsa a fare il gioco dell’oca, scoprendo la specializzazione dello “scaricabarile” da parte dei dirigenti comunali.

Un utente deve modificare il numero di targa sulla card rilasciata dal Comune di Avellino. Cosa fa? Va presso gli uffici dell’Acs (Avellino Città Servizi) situati in Via Fricchione, nei pressi del Conservatorio.

Uffici vuoti, porte spalancate, ascensore che non funziona, montagne di spazzatura e nessuna indicazione per l’utente.

Un passante spiega: so che hanno fatto il trasloco ma non so dirvi dove sono andati.

Chi può saperlo se non il segretario generale del Comune?

Telefonata al dottor Lissa. “Vi faccio parlare con Cicalese, non conosco questa situazione”.

Il nuovo interlocutore Cicalese spiega:“Abbiamo fatto un verbale, unitamente al rappresentante dell’Acs, Greco e al comandante dei Vigili urbani dottor Arvonio: tutti saranno passati presso il comando dei vigili”.

“Saranno”???

Quindi ancora il trasferimento non è stato effettuato?

Ma tutto questo è stato pubblicato da qualche parte?

Cicalese: “Non ve lo so dire, vi saluto”.

Nuova chiamata al segretario Lissa: scusi ma il signor Cicalese dice di non essere la persona adatta per fornire spiegazioni.

Lissa: “Allora fate così, chiamate il dottor Arvonio, lui è il responsabile”.

Responsabile di che? Dei vigili urbani o dei 26 vigilini? Oppure lo sarà presto per entrambi?

Eh no, caro segretario generale: se voi che occupate una carica dirigenziale al Comune credete di potere mandare la gente a comprare il sale, vi sbagliate di grosso. Il segretario generale che è all’oscuro di ciò, possibile?

E’ il gioco dello scaricabarile.

Ecco perchè questa è Avellino Città Disservizi.

Perchè se qualcuno fosse veramente chiamato a dare conto del proprio operato, a pagare in prima persona, quei 12 utenti che in mattinata hanno perso la pazienza, avrebbero potuto meglio impiegare il proprio tempo, non essendo in possesso di un contratto da 200mila euro annui, come diversi funzionari comunali.

Non è finita:poco dopo il segretario Lissa, bontà sua, telefona per farci parlare con il signor Giliberti, responsabile del servizio partecipate.

Ecco la soluzione? Macchè: c’è un altro tassello per il gioco dell’oca.

Giliberti: “La gestione dell’Acs fa capo all’amministratore unico che è il datore di lavoro, sappiamo di sicuro che è in corso uno spostamento della sede”.

Ma questo lo sapeva pure il passante che ha fornito l’informazione in mezzo alla strada. Mica c’era bisogno del signor Giliberti per saperlo.

Meglio chiamare il responsabile dell’Acs, il dottor Greco il quale fornisce una risposta concreta ma disarmante: “Gli uffici sono stati trasferiti presso il comando dei vigili urbani ma non siamo operativi perchè manca il collegamento internet e quindi non è possibile operare modifiche per le card, nè gestire ogni altra situazione. Nei prossimi giorni cercheremo di risolvere il tutto”.

Il problema?

Non è stato consentito alla partecipata Acs l’allacciamento alla rete internet del Comune.

Insomma, si va avanti a dispetti e dispettucciperchè pare che vi siano di mezzo un pò di esposti, denunce e atti della Corte dei Conti che rendono il rapporto leggermente ruvido tra Comune e partecipata.

Ecco com’è andata la mattinata.

Nei prossimi giorni vi racconteremo di cose che succederanno e di altre che non si possono proprio fare, nonostante gli annunci che creano semplicemente allarme tra la cittadinanzala.

Come la storia delle tariffe, del pagamento anche nelle ore di pausa pranzo, dei vigilini che diveneranno vigiloni, ovvero dipendenti comunali e altro ancora.

Visto che dell’Acs gli alti funzionari non s’interessano, cominceremo a farlo noi.