Il Comune di Atripalda sfida quello di Avellino nella gara di figuracce: e vince

Quelle telecamere sono illegali e vanno immediatamente rimosse: possibile che al Comune di Atripalda nessuno sapesse che esiste una legge sulla privacy, assai rigida, con precise norme da rispettare?

Se il Comune di Avellino perde le cause dei ricorrenti ai verbali della ZTL (LEGGI QUI) perchè non si presenta in giudizio, quello di Atripalda si fa bacchettare (eufemismo) dall’autorità di controllo per avere messo in funzione mezzi di…controllo senza rispettare le regole.

L’Ispettorato del Lavoro di Avellino, presso il quale era stato presentato un esposto relativamente al funzionamento delle telecamere all’interno del Comune di Atripalda, ha imposto l’immediata rimozione dei mezzi elettronici messi in opera senza le necessarie autorizzazioni.

Ma dovevano controllare la sicurezza, dicono.

Non si può fare. O meglio, si può certamente fare ma a patto di rispettare le norme stabilite.

Ora dovranno essere individuate le responsabilità di chi ha preso quella decisione, esponendo il Comune a una vera figuraccia poichè, dopo le varie sollecitazioni, nessuno aveva inteso prendere in considerazioni le richieste di rimozione delle telecamere. Il fascicolo relativo a questa situazione sarà ora trasmesso dagli ispettori del Lavoro alla Procura della Repubblica di Avellino, per quanto di comoetenza, essendo ravvisabili possibili reati di rilevanza penale.

C’è voluto un provvedimento ufficiale per fare capire quanto sarebbe stato possibile risolvere con quella dote che, probabilmente, non è comune a chi lavora in Comune: il buonsenso.

Non è finita. Pare vi siano problemi con altri mezzi elettronici installati al di fuori del palazzo comunale.

Ma questa è un’altra storia. Come quella che riguarda il Comune di Avellino dove – a quanto pare – da parte della Cgil, sarebbe stato presentato un identico esposto all’Ispettorato del Lavoro che  non avrebbe “recepito”. E così ha vinto Atripalda (a livello di figuracce). Ma l’Ispettorato può ancora rimettere la partita in gioco, se dovesse decidere di intervenire e procurare la giusta parità.