“In Irpinia avremo nuovi poveri a causa dei rincari”

La stangata di inizio anno è già servita. I primi ad accorgersene sono stati i tanti pendolari che quotidianamente si servono dell’A16 sia in direzione Nord verso Napoli che in direzione Sud, verso la Puglia. L’incremento medio è stato del 2,74%, in buona sostanza 10 centesimi in più. Novanta centesimi per percorrere il tratto compreso tra i caselli di Avellino Est e Ovest; 3,80 euro anziché 3,70 per la barriera di Napoli. E poi 5,40 da Avellino Est a Lacedonia, 4,90 fino a Vallata. Invariato, invece, il costo del pedaggio tra Avellino Est e Grottaminarda, si continueranno a pagare due euro e 80 centesimi. Nuove tariffe ovviamente riviste al rialzo e, quindi, rincari anche su luce e gas (+5%), su base annua 79 euro in più a famiglia secondo Nomisma Energia, ma aumenti sono annunciati anche nel comparto alimentare: burro, formaggi e prodotti confezionati. Unioncamere stima prezzi in risalita dal 3 fino all’8%. L’associazione delle camere di commercio italiane parla di calo, invece, ma solo se il metro reggerà, per l’ortofrutta. Le anomalie climatiche registrate nell’anno che si è appena chiuso avevano causato un aumento medio dei prezzi al consumo dei generi ortofrutticoli del 7% . La Federconsumatori avverte: “In Irpinia – dice il referente irpino Fiorentino Lieto – il peso degli aumenti sarà maggiore, tempi bui per pensionati e disoccupati”.

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