Non bevete quell’acqua: ad Avellino c’è allarme e preoccupazione tra la popolazione

C’è preoccupazione tra la popolazione di Avellino. L’ordinanza n.49 emessa dal Comune di Avellino si sta diffondendo attraverso i whatsapp dopo essere stata pubblicata dai siti di informazione (LEGGI QUI) 

L’acqua non risulta idonea al consumo umano. Così è scritto nell’ordinanza. Però continua a a scorrere dai rubinetti. Chi non ha saputo la notizia, sta continuando a berne. La vecchina che non ha internet o ilwhatsapp cosa rischia bevendo quell’acqua? Una dissenteria o qualcosa di peggio?

E i locali pubblici, ristoranti e bar aperti fino a tarda ora, come avranno fatto a preparare i cibi e il semplice caffè? Quanti hanno cenato in uno dei tanti locali del centro storico, cosa dovranno fare, adesso? Prendere un medicinale, andare in ospedale, attendere il malore? C’è qualcuno che può chiarire, prego?

Già, gli uffici sono chiusi, riparliamone domani.

Possibile che per una vicenda così seria si ricorra al solito meccanismo: “Mettiamo le carte a posto”.

“Non usate l’acqua per consumo umano”, questa la sintesi. E il Sindaco, così, s’è lavato le mani. Così pure l’Alto Calore che ha interessato Comune ed Asl di questa vicenda, di quei controlli sulla cui tempestività, regolarità e frequenza affiora (sull’acqua) qualche dubbio legittimo.

Perchè – senza volere creare ulteriore allarmismo – sono tanti gli interrogativi dei cittadini: la nostra casella di posta elettronica è intasata di mail, gente che chiede spiegazioni, consigli, delucidazioni. Non siamo noi, però, delegati a infondere tranquillità alla popolazione ma altri, ovvero gli Enti direttamente interessati, l’Alto Calore e il Comune. Avessimo ricevuto qualche precisazione, l’avremmo subitodivulgata, così come tempestivamente fatto per l’ordinanza giunta in silenzio.

L’atto, peraltro, è poco chiaro. Ve lo riproponiamo.

CLICCA QUI ordinanza 49_4

Vengono elencate dettagliatamente le zone escluse dal divieto d’uso. Sarebbe stato MEGLIO indicare con precisione quelle in cui è vietato l’uso dell’acqua dei rubinetti.

Si parla di “Centro Storico e zone limitrofe” ma nell’ordinanza – TRA LE STRADE ESCLUSE DAL DIVIETO mancano arterie importanti come Corso Vittorio Emanuele, Corso Europa, Viale Italia e via dicendo. Sono da ritenersi zone limitrofe al centro storico? Non pare proprio.

E allora, forse, non sono state trascritte tra quelle da ritenersi escluse per mera dimenticanza?  Qualcuno può chiarire, prego?

La stessa ordinanza, peraltro, è stata emessa con gravissimo ritardo. Il fax con cui l’Alto Calore comunicava che l’acqua non era idonea al consumo umano, è stato trasmesso agli uffici del Comune alle 13.34. A quell’ora – è vero – erano andati tutti a mangiare e l’avranno visto nel pomeriggio.

E’ stato poi necessario attendere la firma del Sindaco in calce all’ordinanza che è stata divulgata agli organi di informazione con una mail neppure “istituzionale” ma proveniente dalla posta elettronica di una dipendente comunale. L’orario di trasmissione è 18,02, quasi cinque ore dopo la comunicazione dell’Alto Calore.

La notizia ha cominciato a diffondersi lentamente, con il tam tam tra la cittadinanza, con il passaparola e la trasmissione dell’ordinanza per nulla chiara. “Io abito a Viale Italia, posso usare l’acqua per lavarmi i denti o bere?”, è la mail pervenutaci per conoscenza e indirizzata a Comune, Alto Calore e a tanti altri organi di informazione. “Sono andata al Carrefour ma non ho trovato più acqua in vendita”, ci ha comunicato alle 22.15 la signora M.F. che si era recata presso il supermercato aperto h24 trovando una folla di gente a fare provvista di acqua.

Le precisasioni quando arriveranno? Si va avanti con il “fai da te”, tra allarmismi e interrogativi.

Domani mattina (sabato) arriveranno probabilmente quelle informazioni che i cittadini avrebbero voluto ricevere immediatamente e ci auguriamo che siano convincenti.

Gli interrogativi sono tanti: possibile che il Comune non abbia un sito internet aggiornato, una pagina facebook? Perlomeno un ufficio stampa per rapportarsi con gliorgani di informazione che possano poi tenere aggiornata la popolazione? No, le mail arrivano dalla posta personale di un vigile urbano.

E l’Alto Calore Servizi? Ha passato la palla al Comune senza emettere lo straccio di un comunicato (a svolgere il ruolo di addetto stampa, ormai, è il presidente stesso, che è anche giornalista pubblicista) nè preoccuparsi di fornire spiegazioni ai cittadini che in questi giorni stanno intasandogli uffici di Corso Europa perotestando per le bollette di acqua “salate”.

E poi c’è l’Asl, l’azienda che dovrebbe tutelare la salute dei cittadini e dare informazioni utili per evitare il diffondersi del panico.

Macchè, chissenefrega, fate come volete, arrangiatevi. Ad Avellino, ormai, funziona così per tante cose. E i sudditi-cittadini si stanno, purtroppo, abituando a convivere con questo stato di cose.

Per concludere, in coda all’ordinanza, è scritto: “Si avverte che, a norma dell’Art.3 comma 4 della legge 7 Agosto 1990, n.241 e successive modificazioni, avverso la presente ordinanza chiunque vi abbia interesse potrà proporre ricorso al TAR entro 60 giorni dalla pubblicazione o in alternativa ricorso al presidente della Repubblica entro 120 giorni dalla pubblicazione”.

Per fare cosa? Diventare l’acqua nuovamente potabile?

 

 

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