Omicidio ad Avellino, la storia di Ylenia e Claudio: “Sei il mio piccolo grande amore”

Quella frase urlata mentre scappava via dal carnefice che l’aveva accoltellata: “Correte, salvate il mio piccolo”.

In casa c’erano ancora Gianmarco Gimmelli e Claudio Zaccaria ma i passanti che hanno raccolto l’appello, erano convinti che ci fosse pure un bambino, in quell’appartamento.

Il “piccolo” invece, era Claudio, il grande amore di Ylenia.

Eccoli nella foto qui sopra.

Portava lo stesso modo del suo idolo, Claudio Baglioni, quello che cantava “Questo piccolo grande amore” e che avrebbero voluto sentire cantare al concerto che c’era stato pochi giorni prima ad Eboli.

Questa 18enne poco più che bambina, mingherlina e timida, era legatissima al suo ragazzo, sette anni più grande di lei.

Lo vedeva come un uomo già fatto, le dava sicurezza, si sentiva protetta.

Mai avrebbe immaginato di dovere essere lei a proteggere il suo Claudio, l’uomo che avrebbe voluto sposare.

“Perchè ti piace ridere e sei mezzo matto proprio come me”, aveva scritto su Facebook la tenera Ylenia

Purtroppo nulla ha potuto fare perchè, quando è rientrata in quella casa, dopo essere andata a comprare le sigarette, il giovane era probabilmente già deceduto per le ferite ricevute.

Era a terra, in una pozza di sangue, ferito gravemente per le almeno dieci coltellate inferte da Gianmarco.

RICOSTRUZIONE

Erano amici, Gianmarco e Claudio, molto legati.

L’altra mattina Ylenia Fabrizio ha accompagnato il suo ragazzo che doveva incontrare Gianmarco.

Un incontro inizialmente cordiale, poi deve essere scattato qualcosa che nessuno potrà svelare.

Perchè Ylenia, mentre i due parlavano, era scesa a comprare le sigarette. Una decina di minuti durante i quali chissà cosa potrà essere successo. Saranno le indagini a fare chiarezza.

Ylenia è rientrata e ha visto il suo Claudio a terra, insanguinato.

Ha cercato di prestargli soccorso ma è stata aggredita da Gianmarco che l’ha colpita con tre coltellate, una di queste alla gola, provocandole dolore e fuoriuscita di sangue.

La ragazza si è accasciata, ha compreso la gravità della situazione e s’è finta morta.

Il suo aggressore si fermato, ha smesso di colpirla, è andato nel ripostiglio dove era il corpo di Claudio.

Ylenia ha fatto uno scatto ed è uscita dalla porta che dà sul ballatoio, ha urlato con tutta la forza che le era rimasta, richiamando l’attenzione dei passanti.

“Stanno ammazzando il mio piccolino, aiutatemi”.

Sono accorsi poliziotti, vigili del fuoco, tanta gente, l’ambulanza. Hanno pensato che ci fosse un bambino.

In casa erano rimasti solo Gianmarco e Claudio. Uno disperato per quanto aveva fatto, poi gettatosi dalla finestra, l’altro già morto.

Lei, la ragazzina, è stata trasportata in Ospedale.

Al suo fianco la madre, rimasta ininterrottamente a proteggerla, a cercare di darle serenità, in un momento così tragico.

La giovane donna, quella che ormai non è più una bambina, è rimastra ovviamente traumatizzata.

Ylenia non ha saputo fornire spiegazioni, era frastornata, confusa, ancora preoccupata per il suo “piccolo amore”.

In ospedale è poi arrivato pure Gianmarco Gimmelli, gravemente ferito dopo essersi lanciato dalla finestra.

Mentre i medici le prestavano soccorso, Ylenia Fabrizio ha saputo che un giovane era stato ucciso, ne parlavano tutti.

C’erano i telegiornali che davano notizie in diretta. Lei ha capito subito.

Il giovane era proprio Claudio, il suo piccolo grande amore. Quello che qualche ora dopo sarebbe arrivato nello stesso ospedale, sistemato perà nella camera mortuaria.

Di nuovo tutti e tre, come nella mattinata di giovedì, ma in un luogo diverso da quella maledetta casa.

Non più insieme a ridere e scherzare. Definitivamente separati nella vita e nella morte.

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