Piano ospedaliero, la Regione incassa il via libera dal Governo ma i tagli restano

La Regione Campania incassa dal Governo il via libera per il nuovo piano ospedaliero. Il documento è stato al centro di un confronto con i rappresentanti dei ministeri della Salute e dell’Economia. 

Con l’approvazione del Piano ospedaliero regionale sono stati sbloccati i 300 milioni circa di fondi relativi alla premialità del 2014. Dal Governo sono però arrivate alcune prescrizioni: la riduzione di Unità operative complesse di chirurgia generale. Secondo i tecnici del Governo, possono rappresentare una voce di spesa aggiuntiva e pertanto vanno ridenominati e riqualificati. Un taglio stimato che va dai quaranta ai cento posti letto.

Per quanto riguarda la macro area di Benevento-Avellino presenta «un eccesso di offerta di posti letto rispetto al fabbisogno che il piano tende, pertanto, a riequilibrare». Il Piano prevede complessivamente una programmazione di 2.790 posti letto, con la riconversione della CdC Neuropsichiatrica Villa dei Pini, la rimodulazione del Fatebenefratelli di Benevento, degli ospedali di Solofra e Sant’Agata dei Goti.

In generale il Piano di De Luca punta ad ottenere 19 mila 841 posti letto (pari a 3,6 posti letto per 1000 abitanti), di cui 16 mila 569 per acuti (pari a 2,97 x 1000 abitanti) e 3.272 posti letto post-acuzie (pari a 0,59 x 1000 abitanti).

Tale dotazione corrisponde all’attivazione di nuovi 1637 posti letto aggiuntivi. Ma ciò che risalta è la percentuale di ricoveri in ospedali per acuti che è pari al 38%, superiore allo standard normativo del 25%. «Il massiccio ricorso al day hospital, che solo per il 50% circa risulta essere chirurgico, è espressione di un potenziale tasso di inappropriatezza organizzativa — viene sottolineato — ed in particolare di interventi che potrebbero potenzialmente essere erogati in regime ambulatoriale».

“L’incontro tenutosi a Roma per il piano ospedaliero è andato benissimo – ha scritto il governatore De Luca anche commissario straordinario sanità in Regione Campania – e devo dire che anche l’immagine che avevano della Campania finora è cambiata: non ritrovo più i sorrisini compiacenti, ma gente che ci guarda e capisce che dietro quei numeri c’è un sacrificio”

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