Uffici inagibili, niente riscaldamento nè stipendi: viaggio nell’inferno Acs Avellino

Benvenuti nell’inferno Acs.

Anzi, sarebbe meglio dire “inverno“.

Perchè la prima sensazione è di essere arrivati al polo nord, un freddo incredibile.

Ovviamente i riscaldamenti non funzionano, sono guasti da tempo. “Ci sono stati giorni in cui, qui dentro, s’è registrata la temperatura di meno 7 gradi”, racconta un dipendente con tanto di cappotto, sciarpa e cappello di lana.

Aggiunge: “Invidiamo i nostri colleghi vigilini che stanno in giro, anche con pioggia e neve stanno meglio di noi”

Siamo in una delle stanze dell’Azienda Città Servizi di Via Circumvallazione di Avellino.

Pareti piene di umidità, acqua che cade dal soffito e finisce nei secchi disseminati nelle stanze.

Ci sono le foto che descrivono la situazione.

Le parole servono solo a dire poche ma rilevanti situazioni a dir poco imbarazzanti.

Quegli uffici, oltre che dai dipendenti, sono frequentati da moltissimi utenti che vengono all’Acs per rinnovo permessi parcheggio e altre pratiche.

L’ascensore, intanto, non funziona e le rampe di scala non sono a norma.

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Sono agibili gli uffici?

I dipendenti non possono fornire risposte ufficiali.

Si potrebbe parlare con il responsabile dell’Azienda, l’amministratore pro-tempore?

“Non c’è, viene raramente, però è possibile telefonargli”, spiega una dipendente premurandosi di fornire il numero di cellulare.

Ma come?, il dottor Giovanni Greco viene “quasi mai”?

Lo giustificano: “Eh si, lui ha una studio importante di commercialista, è molto impegnato”

Ma questo incarico, all’Azienda Città Servizi, non lo svolge certamente gratis.

Spiegano ancora a sua difesa: “Lui in realtà doveva lavorare tre mesi per verificare i conti, poi i tempi si sono allungati…”

Ok, ma viene tuttora pagato, dopo quei tre mesi…

Proviamo a chiamare per ricevere qualche spiegazione: 389 xxxx.

Niente, telefono spento o irraggiungibile.

Visto che le risposte non è possibile ottenerle dal “capo”, proviamo a farle egualmente, pure se dovessero restare senza risposta, perdute nel vuoto del “chissenefrega” che in “burocratese” si traduce nella rituale risposta: “ci stiamo adoperando“.

Ma de che?

Non c’è bisogno di una perizia tecnica per rendersi conto che l’ufficio è inagibile. E qui c’è gente che lavora e soprattutto ci sono utenti ignari del pericolo.

Possibile che l’ufficio tecnico del Comune non se ne sia reso conto? Ma è stato fatto un sopralluogo?

Alla domanda si preferisce non fornire risposta.

In fin dei conti i “dipendenti” del Comune sono “cugini” seppure non proprio “colleghi“.

A proposito, i bagni non funzionano e per sopperire alle necessità fisiologiche, occorre frequentare i bar della zona.

L’Ispettorato del lavoro perchè non interviene per verificare dove svolgono l’attività persone che sono in una situazione di rischio?

Soprattutto è stato allertato quell’ufficio? “Dovevano farlo i sindacati…”, è la timida risposta.

Già, i sindacati. In tutto questo hanno fatto qualcosa?

Da chi dipende stabilire se i locali sono in una situazione igienica di normalità, dall’Asl, dall’Ispettorato del Lavoro, dai Carabinieri, dal Commissario Straordinario del Comune?

Quanto descritto rappresenta una pubblica e documentata denuncia.

Se qualcuno finora non ha saputo o ha fatto finta di non sapere, adesso è a conoscenza dei fatti. Può, anzi, deve intervenire.

Un’ultima annotazione: fino al 29 gennaio i dipendenti non hanno ancora ricevuto lo stipendio di dicembre (e ora è maturato quello di gennaio).

Continuano a lavorare, al freddo e al gelo.

Domandiamo, prima di andare via: Qualcuno ha dichiarato che presto gli uffici dell’Acs saranno trasferiti presso il palazzo del Comune oppure nei locali dell’ex cinema Eliseo.

E’ l’unico momento in cui registriamo un sorriso, anzi una risata.

Ci rispondono: “Questa storia del trasferimento dei locali viene ripetuta da anni. Dispiace che sia stata pronunciata da chi ha una importante carica di responsabilità. Non è colpa sua, gliel’hanno suggerita, non sapeva che era una barzelletta”.

A margine di tutto questo, attraverso le multe comminate dai “vigilini” il Comune incassa fior di quattrini.

L’Acs è una delle poche attività “non inutili” dell’orbita Comune di Avellino.

 

 

 

 

 

 

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