Veterinari al Laceno: “Partire da qui per dare un impulso alla tipicità dei territori”

Ai lavori del 31° convegno promosso da Izsm e Federazione regionale degli ordini veterinari della Campania, hanno offerto il proprio contributi vari relatori.

“E’ estremamente importante parlare di Prodotti agroalimentari tradizionali e partire da qui per dare un impulso alla tipicità dei territori. La provincia di Avellino e tutta la Campania hanno tanti prodotti unici per qualità e caratteristiche organolettiche e, per questo, è fondamentale avviare un percorso che ci affianchi ai produttori per sostenerli e aiutarli” ha spiegato Vincenzo D’Amato, presidente della Federazione regionale ordini medici veterinari della Campania.

“Riteniamo – ha spiegato Gaetano Oliva, direttore del dipartimento di Medicina veterinaria e produzioni animali della Federico II – che l’università sia un cardine per lo sviluppo di processi di valorizzazione dei prodotti tipici. Chi viene in Italia e in Campania vuole provare i nostri prodotti tradizionali e noi veterinari abbiamo il compito di raccontarli nel modo migliore. Il medico veterinario, infatti, conosce l’intera filiera, dal produttore al prodotto finito, e, pertanto, dobbiamo esserne garanti”.

“La Regione ha individuato Avellino come sede operativa del Cripat proprio per la sensibilità del territorio nei confronti dei prodotti agroalimentari tradizionali, un patrimonio che va salvaguardato” ha spiegato Paolo Sarnelli, responsabile della Uod Prevenzione e sanità pubblica veterinaria della Regione Campania. “Per la valorizzazione dei prodotti tipici campani bisogna certificare i processi produttivi per salvaguardare sia le caratteristiche dei prodotti che la loro salubrità”, ha concluso.

Gli interventi tecnici sono stati affidati a: Giuseppe Campanile, professore del dipartimento di Medicina Veterinaria e Produzioni Animali della Federico II nonché componente del Consiglio superiore di sanità che si è soffermato sulle “Nuove frontiere della ricerca nel settore agroalimentare”; Vincenzo Peretti, professore del dipartimento di Medicina Veterinaria e Produzioni Animali della Federico II che ha parlato di “Biodiversità animale, prodotti di qualità e promozione”; Nicoletta Murru, professore del dipartimento di Medicina Veterinaria e Produzioni Animali della Federico II che ha spiegato quale sia il giusto approccio alla flessibilità e all’igiene nel contesto dei prodotti tradizionali. Vincenzo D’Amato, invece, ha illustrato le attività per i Pat (Prodotti agroalimentari tradizionali) per il 2019.

Sono intervenuti anche Pasquale Buonocore e Antonio D’Amore, Giovanni De Feo, professore associato del dipartimento di Ingegneria industriale dell’Università degli Studi di Salerno; Paolo Boni, presidente del consorzio De Alimentaria Qualitate; Federico Capuano, direttore del dipartimento di Ispezione degli alimenti dell’Izsm e Angelo Citro, delegato Cripat per i Prodotti agroalimentari tradizionali dell’Asl di Salerno.