Arresti per camorra ad Avellino: si apre il filone delle aste immobiliari truccate

Alzi la mano chi non sapeva come funzionava il sistema delle aste immobiliari.

Chi non lo sapeva direttamente, lo aveva di certo sentito raccontare da amici bene informati.

Il sistema va avanti da anni, forse da decenni, dai tempi in cui il passaggio dalla lira all’euro provocò disastri finanziari per numerose famiglie e imprenditori costretti a fare debiti, impossibilitati a pagare le rate del mutuo, avendo fatto il passo più lungo della gamba.

Succedeva così che si andava in criticità finanziaria, con la casa o la villa ipotecata, fino alla messa in vendita all’asta.

Lì cominciava l’operazione che vedeva intervenire soggetti specializzati nel settore, da chi partecipava all’asta – sempre gli stessi o persone riconducibili agli stessi – a chi garantiva il sostegno finanziario per rispondere all’asta.

Come organizzo l’asta

Finiva solitamente così: il soggetto A che aveva visto il suo immobile finire all’asta, provava a rientrarne in possesso rivolgendosi a chi se l’era aggiudicato alla stessa asta, mettendo una “regalia” sulla somma spesa dal soggetto B.

Essendo il soggetto A scarso a soldi, come si dice in gergo, interveniva il soggetto C che offriva un prestito a tasso interessante e così, alla fine, risultavano tutti felici e contenti.

Il soggetto A rientrava in possesso dell’immobile che gli era stato tolto e messo all’asta.

Il soggetto B lucrava attraverso la “regalia” corrispondente alla differenza tra la somma investita per aggiudicarsi l’immobile e quella ricevuta per disfarsene subito.

Il soggetto C faceva un buon guadagno attraverso l’operazione di finanziamento.

Il politico di turno

Fin qui tutto in regola. Ma pare che ci siano stati sistemi non proprio ortodossi per indurre taluni soggetti interessati a starsene lontano dalla partecipazione all’asta e altri che abbiano prestato soldi a strozzo.

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Chi ha gestito finora il sistema delle aste s’è arricchito con facilità. Su questo indagano gli inquirenti.

E’ un altro filone della mastodontica inchiesta portata avanti dalla DDA di Napoli c che ha portato, per il momento – ma solo per il momento – a 23 arresti e una decina di comunicazioni giudiziarie.

Si sussurra che per la storia delle aste giudiziarie ci sia di mezzo qualche funzionario pubblico esperto del settore e qualche personaggio politico in auge fino a una decina di anni fa.

Cambiano i tempi ma non le abitudini dei politici interessati a fare anche affari.

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