Affittopoli: Mancino nella lista, ma lui si difende

Affittopoli: Mancino nella lista, ma lui si difende

Una lista di oltre 400 nomi sequestrata il 14 ottobre del 2008 dal Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza negli uffici delle societa’ del costruttore Diego Anemone a Roma nell’ambito dell’inchiesta della Procura di Perugia sui grandi eventi. All’interno, secondo quanto riferisce oggi la stampa nazionale, numerosi nomi eccellenti della politica, delle istituzioni, della magistratura, alti funzionari di Stato, vip, manager. Tutti destinatari di lavori edilizi da parte delle aziende di Anemone, l’imprenditore indagato per corruzione e sospettato di essere al vertice della “cricca” degli appalti che, grazie al sostegno di politici e alti funzionari, riusciva ad aggiudicarsi una fetta importante degli appalti pubblici del nostro Paese, a partire dai lavori per il G8 della Maddalena. Nell’elenco figurano, tra gli altri: l’ex ministro dello Sviluppo economico, Claudio Scajola, l’ex ministro delle Infrastrutture, Pietro Lunardi, il capo della Protezione civile, Guido Bertolaso, il d.g della Rai, Mauro Masi, il vicepresidente del Csm, Nicola Mancino, il generale della Guardia di Finanza Francesco Pittorru, l’ex sottosegretario alla Giustizia, Michele Vietti, il top manager Rai, Giancarlo Leone, il presidente di Trenitalia, Marco Zanichelli. A parte Pittorru e Bertolaso, nessuno degli altri nomi e’ indagato. Dalla lista risulta che i lavori di ristrutturazione eseguiti dalle aziende di Anemone nelle abitazioni di Bertolaso furono tre e non uno, come dichiarato dal capo della Protezione civile. Nell’elenco anche lavori eseguiti a Palazzo Chigi. “Nessun regalo ricevuto dall’imprenditore Diego Anemone”. Così si è difeso il vicepresidente del Csm, NicolaMancino, precisando le notizie diffuse oggi dalla stampa. “Il signor Anemone non mi ha fatto nessun regalo”, dice Mancino, che aggiunge: “Non ha avuto alcun tipo di protezione nè io ho avuto da lui alcuna ‘regalia’”.

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