Era latitante, arrestato il boss Salvatore Cava

Era latitante, arrestato il boss Salvatore Cava

E’ stato arrestato mentre dormiva nella sua camera da letto. E’ la fine ingloriosa della latitanza di Salvatore Cava (figlio di Biagio) colpito da ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa nel maggio 2008 dal Tribunale di Napoli, perché responsabile del reato di associazione a delinquere di stampo camorristico nonché di estorsioni ed usura. Il 26enne, inserito nell’elenco dei cento latitanti più pericolosi d’Italia, si nascondeva in una villetta a Pago Vallo Lauro a poche centinaia di metri dalla sua abitazione. La villetta è di proprietà di un uomo ed una donna, marito e moglie. Lui operaio e lei casalinga davano rifugio al figlio del boss che era sfuggito all’arresto nel 2008 e che da allora era latitante. Nella villetta di via Calatangiero a Pago Vallo Lauro (Avellino) aveva trovato rifugio solo da un breve periodo di tempo. L’arresto è avvenuto attorno alle 14.00 di oggi (martedì 18 maggio 2010). Quando gli uomini della mobile hanno fatto irruzione nell’abitazione, Salvatore Cava non ha tentato di nascondere la sua identità. Gli inquirenti ritengono che lo stesso stesse tentando di assumere il controllo criminale dell’area compresa fra il nolano e l’area del Vallo Lauro approfittando del vuoto di potere provocato dagli ultimi arresti messi a segno dalle forze dell’ordine. I due proprietari della villa, M.G. di anni 47 e di T.F. di anni 55, sono stati tratti in arresto per favoreggiamento personale. L’arresto del latitante ha rappresentato sicuramente un duro colpo alla consorteria camorristica dei CAVA che allo stato, risulta privata della sua figura apicale. Le attività investigative continueranno tenaci per seguire l’andamento dei nuovi equilibri criminali che si verranno a determinare nel Vallo di Lauro. L’operazione è frutto della sinergia tra la Distrettuale antimafia di Napoli, la squadra mobile di Napoli, la squadra mobile di Avellino e la Questura di Avellino.
A SEGUIRE IL VIDEO CON LE INTERVISTE RILASCIATE DA PASQUALE PICONE, CAPO DELLA SQUADRA MOBILE DI AVELLINO, ANTONIO DE JESU, QUESTORE DI AVELLINO E FRANCESCO SOVIERO, MAGISTRATO ANTIMAFIA.