Esplode cabina elettrica: Sturno in black-out

Esplode cabina elettrica: Sturno in black-out

Un paese in black out fin dalle prime ore del mattino, quando una cassetta elettrica dell’Enel che funge da cabina secondaria è letteralmente scoppiata mandando in tilt tutta l’area centrale del paese di Sturno, nei pressi del comune dove si stava svolgendo il mercato settimanale. Una vera e propria esplosione probabilmente causata, stando alle prime valutazione fatte dai tecnici Enel, dall’erosione di un cavo provocata involontariamente durante uno scavo eseguito pochi giorni fa proprio vicino alla cassetta. Il boato, nonostante la pioggia battente, ha riversato in strada tantissime persone che in seguito al forte rumore sono state bruscamente svegliale. Immediate le proteste dei tanti commercianti che operano nei pressi del municipio. Per i tanti esercizi l’apertura è stata ritardata di oltre un’ora fino all’intervento di tamponamento eseguito dai tecnici. Pochi i danni registrati soltanto a carico degli esercizi di gastronomia e bar che hanno trovato i frigoriferi spenti per diverse ore. Sul posto sono accorsi i carabinieri della stazione di Frigento che hanno fatto un rapido rilievo nell’attesa di ricevere la perizia da parte dei tecnici Enel, che attesti oltre alle cause del danno anche i requisiti a norma della cassetta elettrica. Assenti i Vigili del Fuoco che nonostante l’allerta non hanno risposto alla chiamata in quanto vi è stata soltanto una esplosione ed in assenza di incendio il corpo dei vigili non è chiamato ad intervenire. I lavori di ripristino sono proseguito fino a tardi mattinata. La cassetta Enel completamente carbonizzata è stata momentaneamente sostituita, utilizzando un’altra cabina secondaria posta a pochi metri da quest’ultima. Non è la prima volta che in quest’area del paese si verifica un black out. Pochi mesi fa fu interessato l’intero viale Forgione, con gravi danni alle abitazione. Allora, i cittadini chiesero ed ottennero un consistente risarcimento danno. Ora, se i danni saranno consistenti potrebbero fare la stessa cosa chiedendo un risarcimento collettivo.

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