A fuoco traghetto, salva scolaresca di Avellino

A fuoco traghetto, salva scolaresca di Avellino
Intorno alle 4 di notte è scoppiato un incendio a bordo del traghetto “Vincenzo Florio” della Tirrenia, in rotta tra Napoli e Palermo: le fiamme sono probabilmente nate nel garage, forse da un’auto, quando il “Florio” era a 25 miglia da Palermo. È subito scattata l’evacuazione dei 526 passeggeri a b…

A fuoco traghetto, salva scolaresca di Avellino

Intorno alle 4 di notte è scoppiato un incendio a bordo del traghetto “Vincenzo Florio” della Tirrenia, in rotta tra Napoli e Palermo: le fiamme sono probabilmente nate nel garage, forse da un’auto, quando il “Florio” era a 25 miglia da Palermo. È subito scattata l’evacuazione dei 526 passeggeri a bordo delle scialuppe di salvataggio, mentre 27 dei 35 uomini dell’equipaggio sono rimasti a bordo per cercare di domare l’incendio insieme ai vigili del fuoco arrivati da diversi comandi siciliani. Dei 526 passeggeri, 490 sono stati trasbordati sul traghetto “Sardegna” della Snav, che transitava in zona ed è stato dirottato nella zona dell’incidente; altri 36, compresi una donna incinta e un bambino, sono saliti su una motovedetta della Guardia Costiera. Una volta arrivati nel porto di Palermo, sono stati accolti dai familiari e rifocillati dalla Protezione Civile. Ci sono state scene di disperazione, ma anche abbracci e gioia per la scampata tragedia. Nessun ferito, ma cinque persone sono state portate in ospedale: sono 2 donne e 3 uomini in stato di choc e intossicati dal fumo, ma le loro condizioni non sono preoccupanti. Sulla nave c’era anche una scolaresca di 60 persone, tra studenti e insegnanti, della scuola elementare delle “immacolatine” di Avellino, diretta in Sicilia per un viaggio di istruzione. «I passeggeri sono tutti in discrete condizioni. L’incendio ha causato una notevole produzione di fumo – spiega -. Il comandante ha fatto salire i passeggeri in plancia e ha cercato di continuare il viaggio. Ma poi il timone si è bloccato e la “Florio” è rimasta alla deriva. A quel punto è scattato l’ordine di far scendere i passeggeri nelle scialuppe». Il “Florio”, di cui l’autorità giudiziaria ha disposto il sequestro, è stata agganciata ai rimorchiatori ed è stato fatto fermare in rada nel Golfo di Palermo, a circa quattro miglia dalla costa. «È ormai certo che le fiamme si siano sprigionate dalla stiva della “Florio” – spiega il colonnello Teo Luzi, comandante provinciale dell’Arma -. Non è chiaro se propagate da un’auto che aveva preso fuoco, o dagli altri mezzi parcheggiati nel garage del traghetto. I vigili del fuoco stanno cercando di raffreddare le lamiere della stiva. La Procura di Palermo ha aperto un’indagine contro ignoti ed è probabile che un’inchiesta parallela sarà avviata dal ministero dei Trasporti. A ordinare l’evacuazione è stato il comandante Vincenzo Oliveri. Una operazione che, secondo quanto raccontato dai passeggeri, ha dimostrato la professionalità e il sangue freddo di tutto l’equipaggio. Il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Altero Matteoli, ha dato mandato alla Capitaneria di Porto di Palermo di avviare un’indagine conoscitiva, «affidando nel contempo alla Direzione competente di effettuare le opportune attività ispettive del caso». Un’operazione durata circa sei ore e conclusasi felicemente.

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