Lavoro nero, ancora un sequestro di conceria

Lavoro nero, ancora un sequestro di conceria
Ancora controlli e ancora un laboratorio conciario sequestrato nel polo industriale di Solofra. Continua in modo costante l’opera di contrasto al lavoro nero e alle inadempienze agli obblighi sulla sicurezza sul lavoro che i carabinieri del Comando Provinciale di Avellino stanno conducendo da ormai …

Lavoro nero, ancora un sequestro di conceria

Ancora controlli e ancora un laboratorio conciario sequestrato nel polo industriale di Solofra. Continua in modo costante l’opera di contrasto al lavoro nero e alle inadempienze agli obblighi sulla sicurezza sul lavoro che i carabinieri del Comando Provinciale di Avellino stanno conducendo da ormai più di 6 mesi tra i comuni di Solofra e Montoro e che, dal 1° gennaio 2009 ad oggi, ha già portato al sequestro di ben 20 strutture conciarie. Nella giornata di ieri, i carabinieri della Stazione di Solofra hanno eseguito altre 2 ispezioni ad altrettante aziende di lavorazione del pellame situate a Solofra: un’azienda che svolge attività inchiodatrice e rifilatura pelli di proprietà di un solofrano di 52 anni e un’inchiodatrice di proprietà di un altro solofrano di 58anni. I problemi più grossi li ha avuti la prima ditta. I militari che hanno proceduto all’ispezione, infatti, al momento dell’accesso, hanno riscontrato la presenza di complessivi 10 lavoratori, tutti di nazionalità italiana tranne un rumeno, tutti impiegati in nero. Inoltre, come già accaduto in passato per le altre ditte conciarie sequestrate, anche ieri i carabinieri hanno riscontrato diverse inadempienze alla normativa sulla sicurezza sui luoghi di lavoro e dei lavoratori. Molte le cose non a norma, tra le quali le più gravi sono di sicuro la mancata redazione di un documento di valutazione dei rischi connessi all’attività lavorativa, la mancata formazione e informazione ai lavoratori sui rischi derivanti dalla loro attività e la mancata sottoposizione degli stessi operai alla prescritta visita medica. Per ciò che attiene invece allo stabilimento in sé, lo stesso era privo dell’autorizzazione per l’emissione di fumi nell’atmosfera (grave inadempienza ambientale), dell’autorizzazione sanitaria e dei certificati di agibilità e antincendio. Per questi motivi, i carabinieri hanno sottoposto l’azienda a sequestro preventivo e deferito in stato di libertà alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Avellino la titolare dell’azienda, accusata di varie inadempienze alle norme sulla sicurezza sui luoghi di lavoro e anti-inquinamento ambientale. Per ciò che riguarda invece la seconda azienda conceria, invece, l’ispezione è andata relativamente meglio. A questa seconda attività d’inchiodatrice, infatti, non è stata addebitata alcuna inadempienza alle norme sulla sicurezza dei lavoratori, ma è stata comunque riscontrata la mancanza dell’autorizzazione all’immissione dei fumi in atmosfera e alcune carenze nel prescritto certificato antincendio. Per il proprietario, oltre ad una denuncia in stato di libertà per lo specifico reato d’inquinamento ambientale, è conseguita la sola temporanea sospensione dell’attività per lo specifico macchinario carente dell’autorizzazione all’emissione dei fumi.

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