Morti bianche, ecco i dati del primo quadrimestre

Morti bianche, ecco i dati del primo quadrimestre

Il podio si allarga per il bilancio del primo quadrimestre delle morti bianche e fa spazio al Veneto che dal quarto posto arriva al secondo con la Puglia. Il Triste primato per il più alto numero di vittime spetta ancora alla Lombardia (7,7 per cento del totale), seguita appunto da Veneto e Puglia (10, 6 per cento) e dalla Sicilia (9,2 per cento). E’ questo l’esordio della più recente indagine elaborata dall’Osservatorio sulla sicurezza di Vega Engineering di Mestre che entra nel dettaglio dell’emergenza e arriva a creare una vera e propria mappatura degli incidenti mortali in Italia. “Si scopre che sui 141 casi registrati da gennaio a fine aprile – spiega Mauro Rossato presidente di Vega Engineering e direttore dell’Osservatorio – tra le cause di morte, la caduta di persona dall’alto rimane la più frequente con il 26,2 per cento di incidenza e 37 vittime; mentre un forte aumento viene rilevato sul fronte dei ribaltamenti di veicoli e mezzi in movimento che giunge al 22 per cento delle morti bianche (31 vittime spesso nel mondo dell’agricoltura). Ricordiamo che la percentuale era pari al 16,8 per cento nel mese di marzo”.
Seguono invece, come nel primo trimestre, le vittime provocate dalla caduta dall’alto di oggetti molto pesanti, gli investimenti da mezzi semoventi e il contatto con oggetti e mezzi in movimento.
Osservando, poi, le macroaree si nota che l’incidenza delle morti nel Nordovest è la più elevata (25 per cento), seguita dal Sud (23 per cento), dal Centro (22 per cento), dal Nordest 17 per cento) e dalle Isole (13 per cento).
Interessanti, inoltre, sono le variazioni rilevate dagli esperti di Vega per regione. E così, accanto al Veneto che in un mese ha visto un incremento di tre punti percentuale (dal 7,5 al 10,6 per cento delle morti bianche del Paese), troviamo il Trentino Alto Adige passato dallo 0,9 per cento al 2,8 per cento), la Sicilia dall’8,4 per cento al 9,2 per cento), la Sardegna dal 3,7 per cento al 4,3 per cento), le Marche dall’1,9 al 2,1 per cento), il Lazio (dal 7,5 al 7,8 per cento) e la Campania (dal 5,6 per cento al 5,7 per cento).
Infine, anche se il triste primato delle morti per settori spetta sempre ad agricoltura ed edilizia rispettivamente con il 31,9 per cento e il 24,1 per cento delle morti bianche del Paese nel primo quadrimestre, la situazione è significativamente peggiorata rispetto al primo trimestre dove le percentuali delle vittime dei campi era al 29 per cento e nell’edilizia al 21,5 per cento. Le regioni in cui l’emergenza morti bianche per ora non esiste sono l’Umbria e la Valle D’Aosta. Un caso in Basilicata e Molise, tre in Toscana, Liguria e Marche, cinque in Abruzzo e Friuli, sei in Sardegna, sette in Emilia Romagna e in Piemonte.
Il terzo posto nella graduatoria dei luoghi di lavoro più pericolosi viene occupato dal settore trasporti, magazzinaggio comunicazione spartito insieme a quello del commercio ingrosso dettaglio e attività artigianali.

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