Naufragio Concordia, coppia irpina: “Pensavamo di morire”

‘In quei momenti pensi solo di poter morire. Abbiamo stretto il bambino al collo, siamo riusciti a prendere il giubbotto salvagente in cabina e poi a scappare sul ponte per imbarcarci su una scialuppa”. Ecco la drammatica testimonianza sul naufragio della nave Costa Concordia di Pino e Rossella Pannese, di Ariano Irpino, che come molti altri si erano imbarcati a Civitavecchia ieri pomeriggio. La nave da crociera ha urtato uno scoglio di Punta Gabbianara, non lontana dall’Isola del Giglio. L’imbarcazione era partita alle 19 dal porto di Civitavecchia per un Giro del Mediterraneo ed era diretta a Savona. 4.229 i passeggeri a bordo.
”Dall’altoparlante sono stati diffusi due messaggi a nome del comandante della nave in cui si diceva che c’era un problema tecnico e che sarebbe stato risolto – raccontano i coniugi – poi invece la nave ha continuato ad inclinarsi, sono andate via le luci, e con il resto della folla siamo scappati”. ”Il bambino, tre anni, e’ rimasto in collo a noi per tutta l’emergenza e ha quasi sempre dormito senza rendersi bene conto di cosa stava accadendo. Per fortuna”. Altri bambini invece sono stati colti dal panico e hanno pianto. Sempre i coniugi Pannese ricordano che ”mentre la nave si inclinava, proseguiva la sua rotta, finche’ abbiamo sentito l’urto contro gli scogli o il fondale vicino all’Isola del Giglio. La nave ha avuto come un contraccolpo e per un momento si e’ raddrizzata: e’ stato qui che, anche vedendo le luci dell’isola, moltissimo hanno cominciato a correre per i corridoi per raggiungere i ponti esterni e salire sulle scialuppe”. Pino Pannese racconta anche di aver visto ”alcune persone gettarsi in mare forse proprio perche’ vedevano la costa cosi’ vicina”.

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