Usura, la Gdf sequestra un agriturismo in provincia di Avellino

Ha avuto riflessi anche in Irpinia l’operazione del nucleo tributario della Guardia di Finanza di Salerno. Le fiamme gialle hanno eseguito un provvedimento di sequestro preventivo emesso dal GIP del Tribunale di Salerno di beni mobili, immobili, aziende e disponibilità finanziarie direttamente ed indirettamente riconducibili ad Aniello Abate (imprenditore edile) ed ai componenti del suo nucleo familiare. L’attività, che si inserisce nel contrasto ai patrimoni illecitamente costituiti, è il frutto della meticolosa ricostruzione operata dalla Fiamme Gialle all’esito del giudizio di condanna per il delitto di usura nei confronti di Abate, che ha permesso di accertare in capo al medesimo la disponibilità, anche per interposte persone fisiche e giuridiche, di beni risultati sproporzionati rispetto al reddito dichiarato ed alla propria attività economica esercitata. In particolare, le indagini hanno dimostrato che i vari amministratori delle entità giuridiche sottoposte a sequestro si sono prestati a ricoprire tale incarico solo “formalmente” in quanto di fatto la gestione era curata direttamente da Aniello Abate e che le molteplici cessioni di quote societarie erano solo apparenti e finalizzati a schermare la reale proprietà e riconducibilità. Pertanto, le fittizie intestazioni hanno costituito il tentativo da parte dell’Abate di dissimulare l’esistenza e la titolarità di un patrimonio la cui provenienza non era dallo stesso giustificabile, consentendo alla locale Procura della Repubblica di indagarlo per l’art. 12 quinquies della legge n. 356/92 (Trasferimento fraudolento di valori) e richiedere il sequestro preventivo dell’intero patrimonio sulla base alla vigente normativa antimafia (art. 12 sexies della medesima legge). Il provvedimento eseguito ha avuto ad oggetto il sequestro dell’intero capitale sociale nonché del patrimonio aziendale di cinque società, operanti nel settore delle costruzioni/ristrutturazioni, alcune delle quali risultate aggiudicatarie di appalti pubblici. Complessivamente è stato sottoposto a sequestro finalizzato alla confisca, quanto di seguito elencato: 1) patrimonio aziendale e intero capitale sociale di 5 società; 2) un’attività commerciale (Bar) sita in Salerno; 3) un’attività di agriturismo con sede in provincia di Avellino; 4) nr. 2 immobili con relative pertinenze, 5) nr. 6 automezzi; 6) disponibilità finanziarie in corso di quantificazione, relativi a 15 rapporti. Il valore dei beni mobili ed immobili sottoposti a sequestro ammonta ad oltre due milioni di euro.
Per quanto riguarda l’Irpinia, l’operazione ha avuto ad oggetto i beni di proprietà del principale destinatario dei provvedimenti emessi dall’autorità giudiziaria ed, in particolare, un immobile ubicato in Senerchia, un casolare rustico che, da un punto di vista cartolare, risultava invece essere un avviato agriturismo, utilizzato dal soggetto denunziato onde far risultare dei costi in realtà inesistenti.
Nel corso della medesima operazione, condotta dalle Fiamme Gialle salernitane previo avviso al Comando Provinciale di Avellino, sono stati sottoposti a sequestro preventivo anche altri immobili ubicati in San Martino Valle Caudina, beni che erano riconducibili al suddetto imprenditore edile ancorché ufficialmente intestati ad un prestanome (identificato per tale P.E.) che si è visto notificare nella mattinata di ieri i provvedimenti di sequestro.

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