Diplomi falsi, ora tremano gli acquirenti: “Carta straccia e rischio condanna”

Come si dice dalle nostre parti: cornuti e mazziati.

Si, perchè quei diplomi, attestazioni, certificati acquistati senza trascorrere un’ora sui libri o partecipare a corsi veri e seri, sono carta straccia.

Soldi buttati.

Non solo: l’indagine portata avanti dalla Procura della Repubblica di Avellino va avanti anche dopo le prime sentenze di condanna nei confronti degli ideatori e autori della vendita delle certificazioni.

Gente senza scrupoli, che ha venduto la speranza a giovani in cerca di lavoro, mettendoli praticamente nei guai.

Negli uffici della Procura di Avellino vengono ascoltati coloro che hanno fruito delle false certificazioni, dei diplomi taroccati per accedere a posti di lavoro in modo truffaldino, scavalcando poveri cristi che nulla sapevano di questo strano traffico di diplomi oppure non avevano i soldi per acquistarli.

Perchè il traffico di diplomi era noto e avveniva alla luce del sole, negli uffici della Cisl di Avellino come accertò pure il servizio di “Striscia la notizia” documentando che il buon Antonio Perillo, 67enne collaboratore del sindacato, proponeva la vendita e quindi cedeva diplomi e attestazioni in cambio di soldi, dai duemila ai tremila euro.

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S’indignarono i vertici del sindacato Cisl, quando venne fuori la vicenda, conferenza stampa dai toni forti, giurarono che Antonio Perillo non era più loro collaboratore, quasi quasi nemmeno lo conoscevano, eppure frequentava costantemente gli uffici di Via del Balzo occupandone una stampa. Gli stessi vertici della Cisl di Avellino, promisero che si sarebbero costituiti parte civile nel processo conclusosi da poche settimane.

Antonio Perillo è stato condannato, ora vive agli arresti domiciliari.

Dovrà risarcire pure il sindacato, parte civile, e gli acquirenti dei diplomi falsi?

Proprio gli acquirenti di quelle certificazioni farlocche potrebbero essere rinviati a giudizio.

Sono numerosi quanti hanno acquistato e beneficiato di quei diplomi che, in realtà, risulterebbero veri perchè non contraffatti ma conseguiti senza avere svolto lezioni e senza averne titolo, fondamentali però per salire di graduatore per il personale At nelle scuole.

Graduatorie dalle quali potrebbero essere presto scalzati perdendo il posto conseguito con artifizi.

Nel registro degli indagati ci sarebbero 44 acquirenti di quei diplomi per i quali si configurerebbe il reato di corruzione in concorso con le persone che hanno proceduto a rilasciare i diplomi.

Soldi spesi male, rischio di perdere il posto di lavoro, di essere condannati dopo avere pagato.

In effetti cornuti e mazziati, ovvero: oltre il danno anche la beffa per dirla in perfetto italiano, come si addice a chi è in possesso di diplomi di specializzazione.

 

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