Frode da 25 milioni, blitz della Finanza: arresti e perquisizioni, c’è pure un irpino

C’è pure una società iscritta alla Camera di Commercio di Avellinotra le aziende coinvolte nell’inchiesta a carico di  un’associazione per delinquere finalizzata alle frodi fiscali e al riciclaggio.

Presso la sede della società a responsabilità limitata è stata effettuata una accurata perquisizione, da parte del personale della Guardia di Finanza che ha provveduto a verbalizzare l’amministratore dell’azienda irpina in merito alle indagini che vedono coinvolte 42 società nel settore della prevenzione antincendio e antinfortunistica, i cui proventi sono stati trasferiti nei tre paesi dell’est Europa.

Frode fiscale da 25 milioni tra Italia ed Est europeo, con 12 arresti e centinaia di perquisizioni compiute nelle province di Genova, Asti, Milano, Brescia, Trento, Venezia, Belluno, Rovigo, Treviso, Verona, Vicenza, Pordenone, Parma, Avellino e Lecce.

Operato anche un decreto di sequestro preventivo per complessivi8,5 milioni di euro, finalizzato alla confisca per reati tributari e riciclaggio.

COME FUNZIONAVA

Società al centro della situazione ricostruita dai finanzieri, era la MG Group Srl con sede a Padova, specializzata nella prevenzione antincendio e antinfortunistica.

Tale società, fin dal 2012, si era servita di varie società “cartiera” per emettere fatture false, evadendo l’Iva e traendo un guadagno illecito che veniva poi trasferito su conti esteri, riciclato e reintrodotto in Italia per l’acquisto di beni di lusso.“

Le varie società “cartiera”, che operavano per pochi mesi e venivano poi sostituite, emettevano fatture false che attestavano servizi mai realizzati, a nome di altre società.

La “cartiera” vendeva dunque un servizio fantasma, emettendo una fattura finta che veniva però messa a bilancio permettendo di detrarne i costi fiscali.

La beneficiaria, per coprire la frode, pagava poi regolarmente la fattura falsa alla “cartiera” che a sua volta la rimborsava in contanti trattenendo il netto del guadagno ottenuto evadendo l’Iva.

GUADAGNO IN NERO
MG Group si serviva quindi di tali società “cartiere” per emettere fatture false (per 25 milioni di euro) e a sua volta ne emetteva nei confronti di altri clienti.

Incassati i pagamenti delle fatture fittizie, il ricavato netto (almeno 5 milioni) ottenuto evadendo l’Iva veniva trasferito su tre società estere con sede in Croazia, Slovacchia e Slovenia gestite dagli indagati.

Somme che venivano poi riciclate e riportate in Italia, reinvestite in società immobiliari e beni di lusso come barche e Ferrari ora sotto sequestro.

I NOMI

A capo dell’organizzazione, secondo le indagini coordinate dalla Procura della Repubblica di Padova, vi erano il Gianni Mingardo, 60 anni, residente ad Abano, Luigi Scudella, 59 anni, di Vicenza e Raffaele Costa 47enne di  Chioggia, tutti destinatari di misure cautelari limitative della libertà personale, i primi due in carcere, il terzo ai domiciliari.

In loro supporto, sempre secondo la pubblica accusa, agivano il Dario Dozzi, 47 anni, di Portogruaro, e diversi imprenditori, tra cui  Massimo De Silvestro, 50 anni, residente a Santa Maria di Sala, Ra Sfriso, 41 anni, residente a Marcon,  Pietro Papes, 55 anni, residenti a Marcon. Non sono stati resi noti i nominativi degli altri impenditori destinatari di provvedimenti giudiziari.