Incendio Pianodardine, nessun rischio e gli agronomi accusano l’Asl: Solo allarmismo

Una tabella densa di numeri e di valori, per interpretarli occorre avere una specifica competenza in materia.

In sintesi dicono che l’emergenza per l’incendio alla ICS di Pianodardine è da ritenersi conclusa, in realtà è iniziata solo attraverso l’allarmismo fatto da chi avrebbe dovuto tranquillizzare la popolazione, creando disorientamento e confusione

I dati Arpac

Nessun rischio per la salute della popolazione, i valori diffusi dall’Arpac vengono definiti rassicuranti.

Gli esiti analitici evidenziano un valore di concentrazione di diossine e furani pari a 0,14 pg/Nmc I- T.E.Q, in netta diminuzione rispetto al primo dato comunicato, e sceso al di sotto del valore di riferimento correntemente utilizzato dalla comunità scientifica e proposto dal Laenderausschuss fuer Immssionsschutz (LAI – Germania), pari a 0,15 pg/Nmc [I TEQ].

L’allarme dell’Asl

Per pararsi da eventuali responsabilità, l’Asl di Avellino aveva emesso una nota attraverso cui vietava l’uso di prodotti della terra raccolti in una ventina di Comuni il cui elenco appariva redatto a macchia di leopardo, ovvero con territori esclusi dalla mappa nonostante appartenessero a comuni situati tra due ritenuti a rischio.

Cosa farà adesso l’Asl? Resta in vigore il divieto, alla luce di quanto comunicato dall’Arpac, oppure resta tutto come prima?

Certo, i tempi dell’Asl non sono proprio rapidi. La nota dei divieti, infatti, è stata diffusa 48 ore dopo l’incendio. Chi ha consumato i prodotti agricoli delle zone incriminate durante quei due giorni, deve preoccuparsi?

(LEGGI QUI)

Quanto tempo si dovrà attendere per ottenere una nuova nota dell’Asl? In realtà l’ente diretto dalla signora Morgante deve fare sapere se il divieto resta in vigore oppure se è da ritenersi archiviato. Tutto qui.

La denuncia deggli agronomi

Ciro Picariello, presidente dell’Ordine degli Agronomi di Avellino, da esperto della materia e tecnico, ha espresso il suo pensiero: “Ordinanze come quella diramata dall’Asl creano solo allarmismo. Riteniamo sia giusto e necessario parlare e disporre divieti solo in presenza di dati ufficiali individuando una precisa mappatura, senza tanta superficialità”.

Parole che non hanno bisogno di commenti.

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Intanto gli agricoltori attendono di sapere cosa fare dei prodotti terrieri che nessuno vuole più.

Qualcuno riesce a dare una risposta a chi sta buttando via uova, latte, insalate, frutta, nocciole e altro ancora?

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