La Cigl irpina bacchetta i vigili urbani e prende a cuore accattoni, rom e questuanti

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: “Vendete ciò che possedete e datelo in elemosina; fatevi borse che non invecchiano, un tesoro sicuro nei cieli, dove ladro non arriva e tarlo non consuma. Perché, dov’è il vostro tesoro, là sarà anche il vostro cuore”. (Luca 12,32-48)

Alla lettura del vangelo che oggi, domenica 11 agosto, i sacerdoti hanno letto in chiesa, si è sicuramente riferito il segretario generale della Cgil irpina, Franco Fiordellisi quando ha preso di mira il comandante dei Vigili Urbani di Avellino per l’azione portata avanti dai suoi uomini nei confronti di due questuanti che reclamavano l’elemosina dinanzi alla Chiesa del Rosario ad Avellino.

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Un atteggiamento sicuramente fastidioso, ormai divenuto una abitudine, fin troppo tollerato ma vietato dalla legge e dal buonsenso.

Perchè personaggi come quelli che hanno provocato la reazione delle persone che hanno chiesto l’intervento dei vigili urbani, ce ne sono in enorme quantità ad Avellino e provincia.

Nel capoluogo irpino, in particolare, dinanzi a ogni bar, supermercato, farmacia e negozio maggiormente frequentato c’è il tizio (di colore, bianco, rosso, italiano o straniero) che mendica qualcosa di soldi.

Atteggiamento insistente, fastidioso, specialmente quando il tizio ti urla addosso “capo” oppure “papà” mentre magari stai parlando a telefono o sei in compagnia di altre persone.

“Le risposte istituzionali date a questi tipi di disagi e problemi sono soltanto di tipo repressivo”, ha commentato uno stizzito Fiordellisi

Non si può fare.

E ancora, da parte del segretario Cgil: “La politica e le istituzioni non possono sempre cavarsela con una multa o un dispositivo”

Vuoi vedere, adesso, che sbaglia chi fa rispettare la legge?

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E chi critica gli operatori di polizia che svolgono il proprio compito, come va definito?

Oltretutto pare che siamo dinanzi a una vera e propria organizzazione che gestisce questi soggetti dediti a fare accattonaggio, accompagnati di buon mattino dinanzi ai locali da presidiare, osservati dai loro “comandanti” poi riaccompagnati presso i dormitori dopo avere fatto la conta dei soldi e delle percentuali.

Fa specie che il segretario generale della Cgil irpina, Franco Fiordellisi, non sia al corrente di queste cose.

Oppure le conosce e finge di non sapere, com’è avvenuto un paio di anni fa alla Cisl di Avellino, dove si vendevano i diplomi per personale Ata mentre tutti erano girati dall’altro lato, nessuno sapeva.

Viene da pensare che, con le difficoltà di mantenimento del numero dei tesserati, che diminuisce costantemente, la Cgil voglia raccogliere consensi tramite questi soggetti che non avrebbero difficoltà nel pagare la tessera di iscrizione al sindacato coi soldi “a nero” che guadagnano.

Andrebbero perciò  inquadrati come lavoratori (part-time, a tempo pieno) con tutte le tutele che proprio i sindacati sanno fare applicare ai loro tesserati.

Ma è reato l’accattonaggio molesto: chi chiede l’elemosina in modo insistente è punito con l’arresto fino a 6 mesi.

Consultando siti di informazione di tutta Italia, è facile trovare una montagna di notizie del genere: il questore di Terni  (16 luglio 2019) ha emesso il divieto di ritorno nel comune di Orvieto per 3 anni a un  30enne nigeriano denunciato per esercizio molesto dell’accattonaggio. A  a Salerno in piazzetta Barracano multato e daspatoun polacco chiedeva l’elemosina il 2 agosto 2019.

Avere applicato una disposizione di legge da parte del Comandante dei Vigli Urbani di Avellino ha fatto invece storcere il muso al “capo” irpino della Cgil e pure ai tantissimi leoni di tastiera, quella gente che sfoga la propria rabbia e d espelle le proprie frustazioni manifestando indignazione, con commenti censurabili, nei confronti di chi fa rispettare leleggi e risponde alle chiamate dei cittadini.

Ora giungeranno commenti di riprovazione e indignazione anche per Irpinia Oggi, non abbiamo dubbi, siamo abituati a registrare cose che tantussimi non farebbero o direbbero nella vita reale.

Si parlerà di razzismo, di povertà, di supercazzole varie, riempendosi la bocca di concetti reperiti magari attraverso il comodo copia&incolla.

Invitiamo costoro e anche il segretario generale della Cisl, magari, a mettere in pratica quanto declamato nel Vangelo dall’apostolo Luca: “Vendete ciò che possedete e datelo in elemosina”.

Fateci sapere quando lo farete, però: ci metteremo pure noi in fila.

 

 

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