Sentenze pilotate e arresti di magistrati: c’è attesa per l’udienza preliminare

C’è attesa per l’udienza preliminare relativa al primo filone delle indagini sulle presunte sentenze pilotate presso la commissione tributaria regionale di Salerno.

L’udienza, fissata per lunedì scorso, è stata aggiornata di pochi giorni per consentire al gup Gennaro Mastrangelo del Tribunale di Salerno di vagliare le posizioni relative alla corposa indagine che lo scorso 15 maggio aveva portato all’arresto di 14 persone, tra cui il giudice tributario Fernando Spanò.

Poi c’è stata la seconda fase dell’inchiesta che ha portato in carcere 7 persone ed indagate un’altra dozzina.

Rivelazioni e arresti

Alcuni indagati, arrestati precedentemente, avrebbero svelato ulteriori episodi di corruzione che hanno consentito l’emissione di nuovi provvedimenti giudiziari, avvenuti lo scorso 18 ottobre.

In carcere, per la seconda tranche dell’inchiesta, sono finiti due avellinesi che hanno poi ottenuto il beneficio degli arresti domiciliari: il giudice tributario Antonio Mauriello (da settembre 2018 fa parte del Consiglio di Presidenza della Giustizia Tributaria) e Casimiro Lieto, produttore televisivo. Provvedimenti restrittivi pure nei confronti di Giuseppe Pagano, giudice della Commissione Tributaria Regionale di Salerno; Giuseppe Somma, professionista tributario; Rosario Attilio Passarella, dipendente amministrativo della Commissione Tributaria Provinciale di Salerno; Paola Panariello, referente della Full Project srl; Francescopaolo Savo, professionista tributario.

Le accuse

Le accuse formulate dal pubblico ministero Elena Guarino, riguarderebbero diverse cause tributarie, per un valore di imposta di circa 15 milioni di euro, le cui sentenze sarebbero state pilotate in cambio di mazzette che andavano dai 5mila ai 30 mila euro.

Tra le sentenze pilotate, secondo gli inquirenti, ci sarebbe quella del 22 gennaio scorso, quando il giudice tributario Antonio Mauriello, nelle vesti di referente della Sidigas Spa, avrebbe consegnato una tangente da 10mila euro al giudice a Fernando Spanò presidente della quinta sezione della commissione tributaria regionale di Salerno, relatore nell’udienza.

Il procedimento tributario di quasi un milione di euro (esattamente 979.956 euro) riguardava la Ener Impianti srl, detentrice del 76,6% del capitale Sidigas che è peraltro titolare della maggioranza delle quote azionarie dell’Avellino Calcio di cui è presidente Claudio Mauriello, figlio del giudice tributario arrestato.

Secondo la ricostruzione fatta dalla Guardia di Finanza, «la somma in auge serviva, di fatto, a ‘pilotare’ l’iter procedimentale e condizionare favorevolmente l’esito del procedimento tributario inerente la Ener Impianti s.r.l. società titolare del 76,6% del capitale sociale della Sidigas spa, e definita in secondo grado con esito favorevole al contribuente nel corso dell’udienza del 18 gennaio 2019».

L’indagine, che sicuramente non è considerarsi conclusa,  «è solo della punta di un iceberg. Andremo avanti con ulteriori accertamenti», ha sostenuto il procuratore della Repubblica vicario di Salerno, Luca Masini.

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