Consorzio Alta Irpinia, stabilizzati i lavoratori

Consorzio Alta Irpinia, stabilizzati i lavoratori

In questo difficile quadro di politiche sociali nazionali, in questo processo diffuso di impoverimento delle famiglie, in questo avanzare di cassa integrazione a 700 euro mensili, in questa perdita vera di sicurezza e di futuro, in questa fragilità di lavori precarissimi, il Consorzio dei Servizi Sociali AltaIrpinia, in piena controtendenza nazionale, al termine di un tavolo di concertazione con le Organizzazioni sindacali, ha concluso le procedure di stabilizzazione del personale, ha condiviso nuovi bandi di affidamento dei servizi e ha stabilito nuovi criteri di razionalizzazione delle risorse. “La responsabilità verso il bene comune cerca regole certe e generali, accordi sindacali unitari, coesione e qualità sostenibile della vita lavorativa, patti sociali universalistici e dignitosi, afferma Giuseppe Del Giudice – Direttore del Consorzio. I lavoratori del welfare, i lavoratori dei servizi pubblici e del terzo settore, devono poter avere diritto a una condizione di lavoro dignitoso prima di poter erogare diritti ed interventi sociali. Tanti di noi hanno lavorato nei comuni più difficili, con le famiglie più povere, con i ragazzi più esclusi. Da molte nostre esperienze sono venute teorie e prassi accolte come modelli di eccellenza. Abbiamo risorse umane pubbliche e del terzo settore di grande qualità, servizi e prestazioni che rispondono alle nuove povertà emergenti, nuovi criteri di erogazioni che ci permettono una razionalizzazione della spesa sociale, una riqualificazione dei servizi ed una loro ridistribuzione in maniera universalistica, abbiamo dato vita ad una programmazione partecipata e a procedure di trasparenza amministrativa”. “Il lavoro, la dignità del lavoro, è la vera forza creativa e di realizzazione di ogni persona nei confini dei suoi spazi vitali, relazionali, sociali, urbanistici, locali e globali aggiunge Donato Cataldo, Presidente del Consorzio, l’accordo unitario con tutte le forze sindacali CGIL, CISL, UIL,UGL sia per quanto riguarda la stabilizzazione degli operatori che per quanto riguarda i criteri di affidamento dei servizi di assistenza domiciliare ci spingono a continuare sul percorso che abbiamo cominciato circa un anno fa. Ovviamente molti rimangono i nodi da sciogliere, innanzitutto la definizione dei Livelli essenziali di prestazione. Il secondo nodo riguarda le risorse finanziarie. Il Piano Sociale Regionale previsto dalla L.R. 11/’07 è insufficiente nella proposta politica di principi e di finanziamento. Il mancato richiamo ai valori forti delle politiche sociali è sostanziato nella mancanza della proposta economica strutturale. Come si fa a chiedere ai Comuni un aumento del finanziamento dei Piani Sociali di Zona senza definire uno standard altrettanto certo per la stessa Regione che ha titolarità di programmazione strategica? Mi auguro che finalmente la nuova Giunta Regionale tratterà le politiche sociali come politiche di sviluppo, altrimenti non saremo all’altezza della sfida che stiamo cominciando.

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