Lavoro giovani, Melchionna: necessari incentivi per apprendistato

AVELLINO – “I dati Istat di novembre mostrano un grave peggioramento del mercato del lavoro italiano con tutti gli indicatori riferiti sia al mese che all’anno precedente fortemente negativi: diminuiscono gli occupati, diminuisce il tasso di occupazione, aumenta la disoccupazione rispetto al 2010 di quasi il 6% con il tasso di disoccupazione complessivo che sale all’8,6%, a causa dell’aumento della disoccupazione femminile, soprattutto nel Mezzogiorno”. Così il Segretario Generale della Cisl Mario Melchionna, commentando i dati diffusi ieri dall’ Istat sulla disoccupazione, ha inoltre dichiarato che il tasso di disoccupazione giovanile continua a crescere ed arriva oltre la soglia del 30%, configurando una vera e propria emergenza sociale. “Aumenta, ed è tra tutti il segnale più duro, la disoccupazione di lunga durata che raggiunge nel terzo trimestre del 2011 un’incidenza record del 52% sulla disoccupazione totale, a testimonianza della sempre maggiore difficoltà a reimpiegare le persone che perdono il lavoro.
In Irpinia – prosegue Melchionna – la disoccupazione giovanile ha superato il 53% e la disoccupazione femminile è oltre il 37%. Alla gravità di questi numeri va aggiunto purtroppo per i mesi futuri il rischio di ulteriori cadute dell’occupazione provocate dalla recessione che è già in atto. Questo quadro mostra che il primo intervento necessario per il lavoro riguarda un piano di sviluppo produttivo e di incentivi alla crescita. In particolare sono assolutamente urgenti la cantierizzazione di piccole e grandi opere annunciata dal Ministero dello Sviluppo Economico insieme agli investimenti produttivi a partire dai molti settori investiti dalle ristrutturazioni e ai necessari interventi che favoriscano il reimpiego dei lavoratori e nuove assunzioni. E’ necessario nel 2012 un miglioramento qualitativo e quantitativo degli ammortizzatori sociali, che sarà inevitabile prorogare, caratterizzandoli in modo preciso con politiche attive mirate al reimpiego e alla mobilità.
Sono oltre 2 milioni i giovani fra i 15 e i 29 anni giovani che,nel nostro paese,non studiano e non lavorano: uno su quattro. Per i giovani vanno approntati strumenti di transizione dalla scuola al lavoro,incentivi fiscali alle imprese per la loro assunzione. Occorre favorire l’utilizzo dell’apprendistato o il part-time come primo passo per l’inserimento nel mercato del lavoro,che può già essere il vero canale privilegiato per un lavoro tendenzialmente stabile. Va contrastato con ogni mezzo – conclude Melchionna – il rischio ormai molto reale che cresca ulteriormente la disoccupazione e la marginalizzazione sociale con scivolamento nella povertà delle persone e delle famiglie”.

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