Ex Banca Popolare dell’Irpinia, taglio al personale e chiusura di filiali

Lacrime e sangue: questo prevede il piano industriale della Bper, la banca che anni fa incorporò quella che si chiamava Banca Popolare dell’Irpinia (poi divenuta Banca della Campania) e per questo particolarmente radicata nella nostra provincia.

Dal 25 marzo prossimo resteranno chiuse, in Irpinia, le filiali di Fontanarosa e Montecalvo Irpino mentre nella provincia di Salerno venerdì 22 marzo sarà l’ultimo giorno lavorativo in quelle di Battipaglia e Giffoni Valle Piana.

I dipendenti delle filiali in chiusura saranno trasferiti presso altre sedi.

Complessivamente è prevista la chisura di 230 filiali entro il 2021 di cui la metà entro la fine di quest’anno, con il taglio di 1300 dipendenti, sempre entro il 2021, con incentivazione all’uscita.

È prevista una semplificazione dell’assetto societario grazie all’incorporazione in Bper Banca di Bper Services, Unipol Banca, Cassa di Risparmio di BRA e Cassa di Risparmio di Saluzzo, ma anche grazie alla creazione di un centro specialistico per accentrare la governance sul real estate.

Il gruppo bancario guidato da Alessandro Vandelli prevede di ottenere così un utile netto a 450 milioni entro i prossimi due anni basandosi su presupposti macro che prevedono una crescita reale del Pil italiano pari allo 0,5% quest’anno, allo 0,7% nel 2020 e allo 0,8% nel 2021.

 

 

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