Finanza e Mercati: Là, dove puntano gli indici

Inizia la terza settimana del 2019 e sui mercati azionari mondiali resta protagonista la volatilità che già nel 2018 aveva contraddistinto l’indice azionario più rappresentativo S&P500, lo stesso che oggi perde lo 0,8%.

La  perdita dell’ 1,07% , è quella, invece, del Nasdaq; i mercati reagiscono oggi ai dati e alle preoccupazioni sul futuro della economia a livello mondiale: entra nel vivo la stagione delle trimestrali americane, il surplus commerciale della Cina pone domande sull’effettiva  utilità della guerra commerciale sui dazi di Trump, il rallentamento delle esportazioni della Cina ( a dicembre sono diminuite del 4,4% rispetto all’anno precedente)  preoccupa i mercati, le borse asiatiche (con esclusione del Nikkei rimasto chiuso per festività pubblica) hanno per prime mostrato debolezza con l’Hang Seng che cede l’1,53% e Shangai lo 0,68%.

La volatilità, d’altra parte,  è considerata il carburante di cui i trader, come quelli che fanno trading indici su Trade.com,  hanno bisogno per operare, è un elemento costitutivo del mercato finanziario che richiede di mettere a punto una strategia di investimento e di fare una valutazione del rischio.

Investitori attivi si diventa

Il trading sugli indici oltre che in modo tradizionale, ovvero con il supporto di una società di investimento, conquista l’interesse di molti investitori attivi che si avvalgono di piattaforme all’avanguardia per il trading online sulle quali possono fare un percorso da beginner a trader professionale.

Essere investitori attivi è una scelta che implica anche la scelta del mezzo  su cui operare e coloro che scelgono il trading indici su Trade.com  possono contare su strumenti qualificati disponibili  sia da dispositivo fisso, sia da mobile.

Quest’ultima opzione è gratificante per l’agilità con cui si può ottenere sul proprio smartphone  l’accesso alla piattaforma trading indici su Trade.com che è potente e intuitiva, di certo adeguata, ad esempio,  alle aspettative di investitori Millenials che svolgono già da mobile molte altre attività i carattere personale e professionale.

Politica e mercati: chi influenza cosa?

La struttura della piattaforma è realizzata per dare all’utente le informazioni indispensabili sulla complessità degli strumenti CFD su cui egli farà trading,  le informazioni sull’andamento dei mercati azionari e sui prodotti verso i quali egli vorrà indirizzare il suo investimento.

Per citarne alcuni tra i più popolari, gli  indici americani come il Dow Jones, il Nasdaq e S&P, quelli europei come il FTSE e il Dax30, gli indici asiatici come il Nikkei e lo Hang Seng.

Per chiudere con uno sguardo agli appuntamenti macro della settimana in euro zona  si evidenzia una particolare attenzione al Pil tedesco con un campanello d’allarme delle recenti statistiche sulla frenata della produzione industriale.

Resta alta l’attenzione su Brexit, visto che il 15 gennaio il Parlamento inglese dovrà esprimersi sull’accordo tra Downing Street e Bruxelles, e sulle vicende della politica italiana in generale e in rapporto con l’Unione Europea.

Come suggerisce borsaitaliana.itLa politica può influenzare i mercati, ma non come ci si aspetterebbe”.

Non si può prevedere in assoluto quale influenza possano avere le politiche economiche sui mercati, non esiste un leader politico o una tipologia di governo benefico per i mercati, ma non è improbabile che la promulgazione di leggi non estreme  funga quasi da calmiere dei mercati.

I CFD sono strumenti complessi e comportano un elevato rischio di perdite.

L’utilizzo dell’effetto leva può incrementare le perdite in lassi di tempo relativamente brevi.

È opportuno ricordare che tra il 74% e l’89% degli investitori al dettaglio perde denaro con il trading di CFD. Prima di operare con i CFD,